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Arrivano le turbine cinesi

Diversificare. Parola chiave della più recente impronta high tech, un modo di concepire il business del tutto comune, quantomeno sino a prima di questa epidemia.
Ora lo sviluppo elettrico potrebbe subire una battuta d’arresto; ma proprio in questi frangenti un approccio industriale di questo tipo potrebbe pagare e, dato che la Cina vede già la luce in fondo al tunnel, per le aziende locali si tratterà forse di posticipare evoluzioni e obiettivi più che di ridimensionarli.

Così Techrules, che già nel 2016 aveva presentato al salone di Ginevra la supercar ibrida REN RS dotata di un range extender a turbina, rilancia ed espande l’ambito commerciale del suo brevetto, una microturbina/generatore in grado di funzionare con carburanti rinnovabili e utilizzabile tanto come generatore on board quanto come fornitore autonomo di elettricità o calore anche fuori dal settore automobilistico.

I piani che hanno visto dunque derivare dalla prima turbina da 80 kW una più piccola da 45 e che ne vedevano la produzione in serie da giugno potrebbero slittare, ma hanno ancora tutta la loro validità.
Un ulteriore modello di potenza ancora minore, 15 kW, è previsto espressamente per il montaggio sulle auto e la sua produzione è programmata dal 2021, mentre la versione intermedia da 45 kW è destinata ai veicoli commerciali.

Il vantaggio di una turbina risiede principalmente nel fatto che per sua natura è un perfetto motore policombustibile, permette quindi l’uso con carburanti che presentino una maggiore compatibilità ambientale rispetto ai derivati del petrolio. Inoltre la densità di potenza è la maggiore nei motori endotermici, ne consegue che si possono ottenere unità di grande potenza con dimensioni e pesi ridotti. Infine, la manutenzione è estremamente ridotta, a fronte di un’affidabilità che ne ha fatto il motore principe dell’industria aeronautica.
Con le turbine classiche occorre però mettere in conto un rendimento minore rispetto a un motore a pistoni, che si traduce in consumi più elevati e quindi in emssioni di CO2 più sostenute, ma la tecnologia sviluppata da Techrules, che adotta speciali cuscinetti ad aria compressa invece della classiche bronzine e consente la rotazione del gruppo motore/alternatore a ben 96.000, giri promette, insieme a un più efficiente sistema di recupero del calore, un netto aumento della resa.

Techrules intende porsi come principale fornitore di microturbine cinese, sfruttando però l’opportunità per ambire a un ruolo più diretto in campo automotive, come mostrato dalla concept REN RS, che non dovrebbe rimanere un progetto one off.


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