lonk

Attaccati…al lampione

Il detto milanese (taches al tram) cita tipicamente il mezzo pubblico e sta ad intendere una sorta di disimpegno di fronte a un problema; in questo caso l’idea è invece semplice, brillante, ma soprattutto fattibile.
Ha pure la radice pubblica, non tanto dei mezzi quanto dei sistemi di illuminazione: utilizzarli come fonte di energia elettrica per la ricarica delle auto.

Il principio non è recente: già nel 2016 in Francia, a La Roche-sur-Yon, era partita l’iniziativa City Charge, che però ebbe scarso successo su scala nazionale. Ora l’idea è stata ripresa concettualmente dalla municipalità di Londra, che sta attrezzando l’area di Westminster con apposite prese in corrente alternata integrate nel palo del lampione.
Il supporto tecnico è a cura della Siemens e il progetto, che conta oggi già 296 prese, prevedeva altri 33 allacci entro l’estate, tutti dotati di prese di tipo 2 con potenza tra 3 e 22 kW.
L’uso dell’imperfetto è d’obbligo, vista l’epidemia in corso, ma il piano non presenta criticità di sorta nella sua implementazione e conta sull’allestimento di ulteriori 450 connessioni per la fine del 2020.


Numerosi i lati positivi: non occorrono modifiche all’area interessata, gli interventi sono relativamente poco costosi e il recente passaggio dai precedenti sistemi di illuminazione tradizionali a quelli a led ha reso disponibile un surplus di energia che può così essere impiegato vantaggiosamente.
Emergono però problemi di logistica e senso civico: fatto salvo che l’iniziativa si rivolge prevalentemente a chi non possiede un box o un posto auto privato, si richiede infatti a chi si connetta di non occupare lo spazio per più del necessario.
Considerato che trovare un parcheggio a Londra è come cercare il sacro graal, vedo una discreta difficoltà a garantire una efficace rotazione dei posti disponibili.

Dalle nostre parti l’idea non ha ancora attecchito, a parte una sperimentazione di Enel X a Pescara e un paio di allacci a Verona. Vedo però aggiungersi altri problemi all’orizzonte: oltre alla rotazione della disponibilità, del tutto teorica viste le abitudini nostrane, ci sarebbe anche il problema di sicurezza del lasciare l’auto connessa con il cavo alla mercè di distratti e vandali, specie purtroppo diffuse in Italia.

CONDIVIDI QUESTO ARTICOLO:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su print
Condividi su email

Altri articoli che potrebbero interessarti:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SUI NOSTRI ARTICOLI!

Iscriviti GRATIS alla nostra newsletter, riceverai ogni settimana un aggiornamento con i nostri migliori articoli