inquam

Micro-macro

Anche se abbiamo a che fare con l’equivalente del terzo conflitto mondiale, la vita va avanti e i problemi quotidiani pure, nonostante ci si trovi in pratica in una sorta di economia di guerra.

Se quindi il macro del nostro quotidiano è questo insidioso e mortale coronavirus, il micro è costituito da tutte quelle questioni irrisolte che ci trasciniamo da eoni senza mai risolverle.
E un delle più cogenti del mondo dell’automobile è quella dell’inquinamento, che declinato in ambito padano è costituito principalmente dalle polveri sottili.

La pandemia ha azzerato mobilità e industria e ripristinato le condizioni di pulizia dell’aria e dell’acqua in molte località. Ma nella pianura Padana no. Lì il particolato è rimasto stabile, rocciosamente imperturbabile anche a fronte dell’azzeramento del traffico, lo confermano i dati Arpa del Veneto.

E allora diciamolo che ci avete rotto. Voi, gli esperti dell’ambiente, quelli che pretendono di essere i soloni dell’argomento ma che in realtà hanno cavalcato per anni una finta verità.
La maggiore quantità di PM10 presente nell’aria non viene dalle auto. O meglio non solo, perché i mezzi da soli non sono certo in grado di saturare l’ambiente.
E allora giù teorie sugli impianti di riscaldamento e sulla cattive abitudini degli italiani, che vogliono colpevolmente stare al caldo.
Adesso che ci sono ovunque ammalati di polmonite, state al freddo. Fatelo per l’ambiente.

Forse l’ambiente non ci ama proprio, o meglio noi siamo piuttosto ininfluenti sul suo stato, quantomeno in ambito locale.
La pianura padana è fatta di terra, pure dopo decenni di inflazione costruttiva, e se non piove la terra si sfalda e produce polvere che in parte è anche particolato.

Forse gran parte di quello rilevato viene proprio da lì.
Ma soprattutto, piantiamola con le preoccupazioni per la salute pubblica basata su ricerche pilotate ad arte. Mi sa che i Tuareg sono più sani di noi e di polvere ne hanno a tonnellate dove vivono.
Cominciamo invece a distinguere tra polveri generiche e black carbon, quello davvero pericoloso e cancerogeno.

Le centraline la fanno questa differenza quando sparano dati allarmanti? No? Allora adeguiamole, in modo che forniscano dati utili davvero e non solo supporto alle diverse lobby verdi per fare affari.
Se il virus farà da spartiacque sul prima e dopo, speriamo faccia piazza pulita anche di questo.

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