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Superstizione e imbecillità

Difficile trovare qualcosa di buono in questa terribile epidemia. Ma se c’è qualcosa di utile all’umanità è quella sorta di catarsi che il malanno provoca, fenomeno favorito dall’isolamento, che mette a nudo falsi miti ed errate convizioni.
L’isolamento ha pure altri effetti, decisamente più materiali. E’ il caso dell’assenza di emissioni nell’atmosfera, sia industriali, sia da autotrazione, sia anche da riscaldamento, visto il periodo non più invernale.

Ma, guarda caso, pur in assenza di pollution le polveri sottili in Valpadana non scendono, anzi tendono a salire. I soloni del settore si dicono stupiti: “Ma come, siamo finalmente riusciti a bloccare completamente il traffico eppure la situazione non cambia“. Ma davvero?
Forse, come sostengo da anni, le polveri vengono dall’ambiente?
Forse tutti i vostri studi e ricerche sono falsati da un vizio di forma che vede già all’origine una immotivata presunzione di colpevolezza?

La superstizione sembrava relegata al passato, quando il lume della scienza non illuminava ubiquamente la nostra società. Invece ha solo cambiato forma, si è ammantata di studi e ricerca ma sotto sotto è ancora basata sugli stessi preconcetti.
Facendo leva su paure e ignoranza delle masse (negli ultimi decenni il livello culturale è pericolosamente calato) e con l’aiuto determinante dei social media si traforma in assioma ciò che non è nemmeno una teoria, si creano correlazioni che sono vere e proprie iperboli e personaggi che un tempo lavoravano in penombra assurgono al ruolo di vati quando hanno solo ideali nani (mi perdoni Savinio).

Il concreto sospetto che la superstizione generi imbecillità è quindi lecito, ancor più evidente quando gli assurti al ruolo di conducator senza alcuna liceità non fanno nemmeno ammenda delle falsità propagandate fino a ieri come verità assolute.
Certo, si fa conto scientemente sulla scarsa memoria delle masse, ma guardo fuori dalla finestra e nelle strade vuote che sembra si riempiano ogni giorno di più di vita selvatica di ritorno (altro piccolo ma importante effetto positivo del virus), mi verrebbe da scrivere un memorandum per fare i conti una volta finita l’emergenza con tutte le inutili domeniche a piedi, con le criminalizzazioni indebite degli automobilisti, con le illecite limitazioni di temperatura nelle case di anziani.

Non ho visto lo stesso sacro furore nella lotta alla plastica; quella sì che è una minaccia creata indubbiamente dall’uomo. Ma sembra che per arginarne concretamente la diffusione nell’ambiente non si sappia cosa fare, quando in realtà cambiare tendenza sarebbe davvero facile e nemmeno troppo costoso.

La terra, lo sostengo da sempre, è un’entità acritica e granitica. Lei ci sarà ancora per milioni di anni, noi forse no e la nostra sopravvivenza dipende solo da noi. La tecnologia non ci ha resi diversi dall’umanità del passato, solo più arroganti. Quindi, per avere una chance di vita più armonica nel prossimo futuro, sarà meglio tornare a guardare, ascoltare, registrare ciò che ci circonda con umiltà e senza preconcetti dominati da lobby e interessi.

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