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BMW punta anche sull’idrogeno

La storia recente tra BMW e l’idrogeno data dal 2006, quando la Hydrogen 7 inizio la sua piccola produzione, durata fino al 2008. La scelta fu di bruciare direttamente il gas nel V12 di 6 litri, soluzione con scarso rendimento visti la potenza di soli 260 CV e il consumo medio di 50 litri/100 km.
Si trattò di un’idea piuttosto originale, dato che già al tempo la maggior parte di costruttori aveva optato per impiegare l’idrogeno nelle celle a combustibile invece che in un motore a combustione, soluzione questa che consentiva un rendimento nettamente maggiore, circa il 60% contro poco più del 20%, ma poco pratica per la allora pressoché totale assenza di auto a trazione elettrica sul mercato.

Oggi, con l’esigenza di fornire un’ampia gamma di soluzioni alla mobilità prossima ventura, la Casa torna sull’argomento presentando la concept i Hydrogen NEXT, basata sulla piattaforma di una X5. La tecnologia è portata avanti in collaborazione con Toyota, nell’ottica di stabilire standard comuni che rendano più accessibile la realizzazione futura di veicoli di questo tipo.

La struttura prevede una fuel cell collocata in posizione anteriore che eroga 125 kW mediante la combinazione dell’idrogeno con l’ossigeno dell’aria, a produrre allo scarico esclusivamente vapore acqueo. Il gas è contenuto in foma gassosa in due serbatoi, uno posto longitudinalmente lungo il pianale, l’altro trasversale sotto il sedile posteriore, alla pressione di 700 bar, per un totale di 6 chilogrammi, sufficienti, secondo il dato piuttosto vago fornito dalla Casa, “per una lunga autonomia“.

Il motore elettrico di trazione è al retrotreno ed eroga 275 kW, parecchi più della potenza resa disponibile dalla cella, ma compensati dalla soprastante batteria buffer che fornisce (ma solo brevemente) l’energia per spunti e accelerazioni. L’impiego della batteria è necessario anche perché uno dei problemi delle fuel cell è tipicamente quello di seguire con qualche difficoltà un rapido aumento dell’erogazione di potenza; in sua assenza la guida non sarebbe perciò fluida.
BMW prevede di mettere in produzione la vettura per il 2022, anche se si dichiara ben conscia dell’attuale mancanza di infrastruttura che rende praticamente impossibile il rifornimento di idrogeno. Crede però che questa filiera possa associarsi alle elettrica pura, ibida e convenzionale nell’offrire una vasta gamma di sistemi di mobilità.

Faccio solo notare che comunque, pur con tutte le cautele e sicurezze del caso, la sola pressione statica di 700 bar in un serbatoio costituisce di per sè un potenziale pericolo. Se aggiungiamo che l’idrogeno ha una spiccata affinità per l’ossigeno dell’aria e che in particolari condizioni, quando cioè raggiunge la proporzione aurea della miscela tonante si combina (ergo esplode) spontaneamente…

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