nissan 400z

La Z prossima ventura

Prima della pandemia da più parti era stato tracciato un futuro dicotomico per l’auto: da un lato i commuter, le auto per il mero spostamento, in forte odore di elettrificazione forzata, dall’altro le sportive o comunque le vetture in grado di fornire stimoli, nella guida o per la loro estetica.
Pur in un presente difficile, Nissan mostra di credere ancora in questo schema e definisce l’attesa sostituta della 370 Z (il modello attuale è in listino con minime modifiche dal 2009), che con ogni probabilità di chiamerà 400Z. Nel frattempo ha già depositato il nuovo aspetto del badge Z, che d’ora in poi campeggerà sui modelli sportivi non estremi della Casa jap.

La nuova 400Z, la cui presentazione è prevista nel corso dell’anno, non andrà infatti ad intaccare l’aura della GT-R, ma si manterrà in un ambito più da gentleman driver, pur potendo contare su un propulsore V6 biturbo che ricalca le orme tecnologiche del 3.8 della sorella più estrema, verosimilmente il 3 litri da 400 CV che equipaggia la Infiniti Q60. Netta riduzione di cilindrata, quindi, rispetto al 3.7 attuale e contemporaneo sensibile aumento di potenza rispetto ai 328 CV della versione normale e 344 della Nismo grazie al passaggio dall’alimentazione aspirata a quella turbo.


L’auto, che vuole mettersi in competizione diretta con la Toyota GR Supra (ma anche con Porsche e Jaguar) mantenendo il suo atout di sportiva sincera ma abbordabile nel prezzo e nel costo d’uso, dovrebbe mutuare la piattaforma Infiniti a trazione posteriore attraverso un cambio manuale o automatico, ma con un congruo risparmio di peso rispetto agli oltre 1.800 kg della Q60, che permetterebbe uno 0-100 intorno ai 4,5 secondi.
Inoltre, grazie alla presenza dei turbo, anche le versioni Nismo dovrebbero contare su più congrui aumenti di potenza rispetto ai soli 16 cavalli attuali.

Purtroppo la Z400 potrebbe però puntare sul solo mercato Usa, viste le norme anti-inquinamento meno stringenti Oltreatlantico, mentre in Europa la forte penalizzazione sul totale di emissioni di CO2 di gamma ne potrebbe impedire l’importazione. La linea avrebbe comunque un’ispirazione rétro con un richiamo nostalgia alla Datsun 240Z, modello che ebbe un incredibile successo in America, mentre gli interni, ormai datati, dovrebbero attingere a piene mani dalle strutture touch e dall’infotainment dei modelli più recenti.

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