duomo

Milano e la Fase 2

La metropoli lombarda riparte, ancora a mezzo servizio come tutto il resto d'Italia, dopo la lunga chiusura a causa del coronavirus. Una ripartenza doverosamente cauta, ma con alcune proposte bizzarre...
Uno scorcio del progetto per collegare con piste ciclabili San Babila con Sesto San Giovanni

La Fase 2 , lo sanno tutti, è iniziata il 4 maggio in tutta Italia. L’ultimo DPCM ha allentato, per la verità di poco, le briglie e molti italiani, si dice circa 4 milioni e mezzo, sono tornati a lavorare. Bene. Ora, tenendoci a debita distanza dalle mille polemiche di questi giorni, non possiamo però non sottolineare che più che di un ritorno alla normalità sembrerebbe trattarsi di un cambiamento epocale nelle nostre abitudini quotidiane di automobilisti.

O meglio ancora un cambiamento epocale per una parte di noi automobilisti. Parliamo ad esempio di Milano, la metropoli italiana per antonomasia. Ebbene nel capoluogo lombardo l’utilizzo dell’auto per tornare a lavorare è concesso, così come è possibile entrare nelle Aree B e C senza pagare alcun pedaggio. Benissimo verrebbe da dire… In realtà non è proprio così perché il sindaco Sala e la sua giunta non vietano l’utilizzo dell’auto, la sconsigliano…

E per rendere chiaro il concetto stanno stravolgendo la viabilità inventandosi soluzioni bizzarre se non addirittura diaboliche. Prendete ad esempio la pista ciclabile che collegherà piazza San Babila a Sesto San Giovanni. Come dire una specie di Milano Sanremo, in sedicesimo. In pratica verranno sottratti tre metri di strada e il traffico confluirà su una sola corsia di marcia, per far posto alle bici, ai monopattini, ai pedoni, ai tavolini dei bar e altro ancora. Tutto molto verde, certo, tutto molto “pulito”, ma anche, a nostro parere, tutto molto poco pratico.

Tracciare un solco che parte dal cuore di Milano e che supera i confini comunali con l’attuale sistema di viabilità è un vero azzardo. Immaginate, in condizioni normali, gli ingorghi che potrebbero crearsi nello spazio di pochi minuti. E se dovesse passare un’ambulanza a sirene spiegate o i camion dei pompieri per un’emergenza? Meglio non pensarci

Insomma privilegiare in città spostamenti “puliti” e ecologicamente corretti è assolutamente comprensibile e giusto. Ciò che lascia perplessi, e non poco, è invece pensare di rivoluzionare la viabilità di una città complessa come Milano, semplicemente “pitturando” un po’ di strisce qua e là. Insomma se il buongiorno si vede dal mattino…

CONDIVIDI QUESTO ARTICOLO:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su print
Condividi su email

Altri articoli che potrebbero interessarti:

La crisi di Renault

Più passano le settimane e più ci si rende conto degli enormi danni che sta provocando la pandemia di coronavirus anche a livello economico. E pure Renault è ora alle prese con uno dei periodi più bui della sua lunghissima storia.

Leggi Tutto »

E se domani…

Batterie senza cobalto che durano oltre un decennio per auto parsimoniose che vanno piano e non emettono inquinanti. Dare un’occhiata all’universo parallelo potrebbe aiutarci a

Leggi Tutto »

Anche la Golf ha il fiato corto

Clamoroso: la nuovissima Golf 8 è già in promozione anche in Italia. Merito del coronavirus, certo, che ha sconvolto il mercato. Ma una piccola riflessione s’impone: e se non fosse più in cima alla lista desideri degli automobilisti?

Leggi Tutto »

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SUI NOSTRI ARTICOLI!

Iscriviti GRATIS alla nostra newsletter, riceverai ogni settimana un aggiornamento con i nostri migliori articoli