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Tempi moderni

L'auto sta vivendo uno dei periodi più difficili della sua lunga storia. Pandemia di coronavirus, crisi industriali, ristrutturazioni e crollo della domanda stanno minando le fondamenta del mondo delle quattro ruote

Non c’è niente da fare. Per l’auto tira davvero una brutta aria. E, forse, siamo davvero alle soglie di un cambiamento epocale. Anche se non necessariamente, come sostengono in molti, proiettato verso un futuro prevalentemente full electric.

VW Golf 8

Intendo dire che l’auto elettrica rappresenta senza alcun dubbio il nostro domani, ma ciò che più importa capire ora è: di quale futuro stiamo parlando? Qual è insomma l’orizzonte temporale da prendere considerazione. Il prossimo decennio? O più banalmente dobbiamo ragionare nell’immediato: su ciò che potrebbe accadere nei prossimi due/quattro anni?

Fiat 500X

Perché se lo scenario si limita a questi “pochi” anni, beh personalmente credo che l’auto elettrica e i veicoli elettrificati più costosi (le più raffinate plug-in per intenderci), rimarranno solo sogni inavvicinabili per la maggior parte degli italiani. Il motivo è arcinoto. Il mondo è sotto scacco per colpa di un virus.

Jeep Renegade

La pandemia di Covid-19 non solo ha provocato sofferenze immani dal punto di vista umano e sanitario ma ha anche inferto un colpo micidiale all’economia di mezzo mondo. Con conseguenze che purtroppo nessuno è ancora in grado di quantificare. E tutti quindi corrono ai ripari. I tagli sono all’ordine del giorno e il nuovo mantra dell’industria dell’auto è: risparmiare.

Renault Espace

Una “ristrutturazione” da cui non si può scappare. E così dopo i dolorosi piani industriali annunciati dal gruppo Renault, i vari stop alla produzione dei grandi marchi, da VW ai giganti americani ancora in piena pandemia, anche FCA in questi giorni annuncia che a Melfi stanno per bloccare temporaneamente la produzione (dall’11 al 30 giugno), della Fiat 500X e della Jeep Renegade, mentre prosegue l’assemblaggio della Jeep Compass, per la quale, tra l’altro, verrà utilizzato un numero maggiore di addetti.

Nissan Leaf

Lo abbiamo scritto all’inizio: per l’auto tira davvero una brutta aria. Ma ancor più grave è che al momento manchino prospettive vere di rilancio per il mercato del lavoro e per l’occupazione in generale. E sarà anche una considerazione banale, ma se mancano i soldi, a chi mai potrà venire in mente di spendere almeno 40 mila euro per una “normalissima” auto elettrica?

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