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1950: il primo mondiale di F1 firmato Alfa Romeo

Alfa Romeo ha appena tagliato il traguardo dei primi 110 anni di vita. Una storia "interminabile" fatta anche di grandi successi sportivi. E di due mondiali di F1

Quest’anno, nel mese di giugno, Alfa Romeo ha festeggiato un traguardo importantissimo: quello dei primi 110 anni di vita. Una storia lunghissima, unica e soprattutto costellata da grandi successi anche in campo sportivo.
E forse non tutti sanno che a vincere il primo Grand Premio di F1 (nonché il primo mondiale) fu proprio un’Alfa Romeo.

1950: Nino Farina, primo a Silverstone su Alfa Romeo

Correva l’anno 1950 e a Silverstone in Inghilterra nel mese di maggio si disputava la prima gara della massima formula automobilistica. L’auto in questione era la celeberrima Alfetta, il cui progetto risale addirittura al 1938. Il motore, sviluppato da Gioacchino Colombo, era un 8 cilindri in linea con compressore monostadio e carburatore a triplo corpo. La distribuzione era a doppio albero a camme in testa. Pesava appena 165 kg. Il cambio era in blocco con il differenziale al retrotreno, secondo lo schema “transaxle”, che garantiva una distribuzione ottimale dei pesi sui due assi.

Alfa Romeo Alfetta 158


Poi la seconda mondiale interrompe ricerca e attività agonistica, ma una volta terminato il conflitto nel 1945 Alfa riprende l’attività sportiva rispolverando proprio la 158, i cui pochi esemplari erano sopravvissuti in modo rocambolesco alle vicissitudini belliche perché nel 1943 dalle officine del Portello di Milano i tecnici gli operai dell’Alfa riuscirono ad organizzare un trasferimento clandestino in Svizzera dove le 158 rimarranno nascoste in fattorie coperte da cataste di legna, in attesa di tempi migliori.

Trossi a Spa nel 1947 su Alfetta 158

Così a partire dal 1945 quelle 158 vengono riportate a Milano restaurate e rimesse in condizione di correre. E di vincere subito, anche se, per la verità un vero e proprio campionato non esiste ancora. Così tra il 1947 e il 1948, Nino Farina vince a Ginevra il GP delle Nazioni, Varzi trionfa al GP del Valentino a Torino e Trossi è primo al Gran Premio di Milano.
E arriviamo così al 1950: la Federazione stabilisce che il British Grand Prix di Silverstone del 1950 sarà la prima delle sette gare in programma per il nuovo Campionato mondiale FIA di Formula 1.

Il motore otto cilindri in linea con compressore della 158

Per Alfa fu un trionfo. Ai primi quattro posti della griglia ci sono quattro Alfetta 158. Giuseppe “Nino” Farina conquista la pole, il giro più veloce e la vittoria . Secondo è Luigi Fagioli, terzo Reg Parnell. Insomma il primo podio della storia della F1 è tutto Alfa Romeo.

1951: Fangio nel GP di Spagna su Alfetta 159

La 158 si rivelò un’indiscutibile fuoriclasse: abbinava velocità, maneggevolezza e affidabilità. Quando nacque, nel 1938, aveva un motore 1,5 litri con compressore da 185 cavalli. Poi nel dopoguerra, il compressore diventa a doppio stadio e l’otto cilindri tocca quota 275 Cv, per poi arrivare a 350 (a 8.600 giri) nel 1950.
Questa superiorità tecnica si traduce in sonanti vittorie. Farina, Fangio e Fagioli diventano “la squadra delle 3 F”, che agli avversari lascia solo le briciole. I tre piloti vincono tutti i Gran Premi a cui partecipano, vanno a podio dodici volte e ottengono cinque giri veloci. Giuseppe Busso, grande progettista Alfa e ai tempi collaboratore di Colombo, disse che il vero problema “ era decidere quale dei nostri tre piloti avrebbe dovuto vincere la gara”.

1951: Fangio su Alfetta 159 a Berna

Durante il Gran Premio di Monza, ai primi di settembre del 1950, Alfa Romeo anticipa le soluzioni tecniche della 159 sviluppata per partecipare al Campionato dell’anno successivo. La nuova Alfetta esordisce con una vittoria: al volante Nino Farina – che diventa così il primo Campione del Mondo di Formula 1.

Da sinistra: Fagioli, Farina e Fangio. All’epoca erano le celebri “3F”

L’anno successivo il campionato rimane aperto fino all’ultima gara: questa volta a contendersi il successo sono Alfa Romeo e Ferrari. Dopo 17 anni, lo straordinario motore dell’Alfetta era ormai al capolinea in termini di sviluppo. Eppure nel 1951 i tecnici riescono ancora a estrarre potenza, arrivando fino a 450 cavalli. Anche grazie a questa iniezione di potenza supplementare, la 159 vince in Svizzera, Belgio, Francia e Spagna, raccoglie 11 podi e stabilisce il giro più veloce in tutte e sette le gare disputate.
Il mito delle “3 F” e delle loro vittorie ormai è conosciuto in tutto il mondo. E nel mese di ottobre Juan Manuel Fangio vince il Gran Premio di Spagna, laureandosi Campione del Mondo con l’Alfetta 159. Per Alfa è la seconda vittoria consecutiva. E a quel punto Alfa decise di ritirarsi dalla F1. Imbattuta.

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