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2CV: una delle (poche) auto che hanno lasciato il segno

Con la 2CV la Citroën ha scritto la storia dell'auto: economica, industruttibile e anche terribilmente affascinante. E ora all'orizzonte si profila la sua erede ideale: la Ami

Con la ultra compatta Ami che Citroën commercializzerà nei prossimi mesi sui principali mercati europei, la casa francese rispolvera alcuni concetti a lei cari: proporre vetture semplici, economiche e soprattutto funzionali. E un nome emerge su tutti: la mitica 2CV che fu protagonista di una eccezionale parabola commerciale, dal momento che restò a listino dal 1948 al 1990. Un arco temporale “infinito”, se parliamo di automobili, che la dice lunga sulle straordinarie qualità della “deux chevaux”, un’auto irripetibile sotto moltissimi punti di vista.

La filiale italiana della Casa francese ne ha restaurata una in modo supero e la esibisce con il giusto orgoglio nel corso di eventi o manifestazioni. E’ la Soleil, un allestimento speciale del 1982 in realtà mai commercializzato, disegnato dall’artista Serge Gevin. Un pezzo unico insomma.

Sia come sia, ho avuto la buona sorte di guidare per qualche giorno questa vettura, facendo un lunghissimo balzo all’indietro di circa quarant’anni, periodo in cui ero uno dei tanti proprietari di questa bellissima vettura. E’ stata una fedele compagna di mille avventure: viaggi, amori, illusioni, delusioni e felicità. Sulla mia 2CV tutto era possibile. A 100 km/h sembrava di decollare da un momento all’altro ma era solo un’impressione perché a dispetto di un frastuono che oggi non tollererebbe più nessuno, offriva una tenuta di strada e una sicurezza incredibili per l’epoca.

Insomma la mia 2CV era molto più di un’auto, era una specie di rifugio su quattro ruote, una sorta di tappeto magico che mi portava ovunque volessi andare. E così con questa Soleil ho scorrazzato allegramente per le strade di Milano concedendomi anche il lusso di qualche gita fuori porta.

Il progetto 2CV nacque dopo la seconda guerra mondiale (anche se l’idea originaria di André Citroën risaliva alla fine degli anni ‘30) sotto la guida di Pierre Boulanger che voleva appunto una vettura economica che permettesse alti numeri di vendita per risollevare i magri bilanci della Casa. Celebri le parole di Boulanger ai progettisti: dovevano realizzare un’auto in grado di trasportare due contadini con gli zoccoli, 50 kg di patate o un barile di vino a 60 km/h con un consumo massimo di 3 litri per 100 chilometri.

Inoltre le sospensioni dovevano permettere alla vettura di attraversare un campo arato senza rompere le uova contenute in un paniere nell’abitacolo; il tutto condito da una guidabilità e una semplicità meccanica a prova di principiante. Infine il conducente doveva poter entrare nell’auto senza levarsi il cappello.

La vettura piacque e negli anni ebbe un successo straordinario, consacrando Citroën tra i grandi costruttori generalisti mondiali.
Una carriera unica anche in considerazione del fatto che subì, è ovvio, alcuni aggiornamenti nel tempo (ad esempio l’ingresso in gamma di un motore più “potente” di 602 cc da 28,5 CV) ma l’architettura di base non mutò mai e la 2CV attraversò la seconda metà del ‘900, immutabilmente fedele a se stessa e alle sue mille qualità.

Al punto che è possibile guidarla anche oggi come un’auto normale. Oddio, proprio normale normale no, perché la mancanza del servosterzo trasforma ogni parcheggio in una sorta di esercizio di CrossFit, mentre le prestazioni sono modeste, troppo modeste per il traffico attuale e la rumorosità si trasforma in frastuono già a 100 km/h. Per il resto, è un’autentica meraviglia: il tetto si arrotola in pochi secondi nella parte posteriore trasformandola in una cabrio milleusi dalla guida rilassante, facile e coinvolgente.

E appunto con la nuova Ami che vedremo nei prossimi mesi, Citroën si ricollega idealmente al concetto della 2CV. Perché la Ami che deriva dalla concept Ami One C vista a Ginevra nel 2019 , è una super compatta elettrica lunga poco più di due metri e 40, omologata come quadriciclo (e perciò guidabile anche dai minorenni, almeno 16 anni) e con uno straordinario rapporto qualità-prezzo. Il listino della Ami partirà da circa 6.000 euro. E’ una due posti decisamente originale nelle forme, offre 70 km di autonomia a una velocità di 45 km/h: una ricarica con corrente domestica richiede circa tre ore. Secondo Citroën la Ami rappresenta un’idea concreta per la mobilità urbana di domani.

E’ super economica, si parcheggia come uno scooter, o quasi e promette costi di esercizio bassissimi. Lo spirito insomma sembra essere quello dell’illustre antenata: chissà se anche la Ami sarà in grado di attraversare un campo arato senza rompere le uova nel paniere?

Citroën Ami

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