dee

Inquinamento elettrico

Potrebbe essere addirittura peggiore di quello prodotto dalla filiera classica. Per non parlare di un ritorno allo sfruttamento delle maestranze in stile prima rivoluzione industriale.

E’ già in corso tra i produttori di veicoli elettrici la lotta per mantenere le linee di fornitura, visto il forte aumento della domanda di accumulatori. I principali attori del settore hanno iniziato a lavorare su due fronti: ramificarsi per assicurarsi le materie prime e avvicinarsi ai fornitori di batterie già affermati.
Tesla ha persino costruito le proprie strutture produttive, annunciando che avrebbe offerto accordi favorevoli alle aziende in grado di estrarre il nichel in modo ecologico.
Ma c’è un problema: è in atto una vera guerra per ottenere l’accesso al nichel e, proprio come per il cobalto, ci sono spesso gravi implicazioni ambientali e sociali per quanto riguarda il modo in cui viene procurato.

Con una domanda in crescita (si stima che l’estrazione globale di nichel, materiale che attualmente costa grezzo quasi 15.000 euro la tonnellata, aumenterà di sei volte entro il 2030) le Case dipenderanno sempre più da regioni prive di rigide tutele ambientali. E il processo di raffinazione crea enormi quantità di rifiuti, perché la maggior del minerale ha concentrazioni estremamente basse di nichel.

Gli investimenti cinesi in Indonesia saranno verosimilmente chiamati a coprire l’aumento della domanda, mettendo fuori mercato gli impianti australiani e canadesi attualmente leader nel segmento. E un certo numero dei nuovi progetti prevede lo scarico mare dei rifiuti delle miniere in un’area rinomata per le sue barriere coralline e rare specie di tartarughe.

Ma oltre alla crezione di circa 50 milioni di tonnellate di rifiuti all’anno, i programmi annunciati nelle aree di North Maluku e Sulawesi si prosettano anche condizioni di lavoro disumane per i minatori, costretti in ambienti malsani ed estremamente pericolosi.
Per non parlare dell’enorme quantità di energia, principalmente derivante da combustibili fossili, necessaria per il processo produttivo.

La spinta verso la tecnologia verde è stata sin qui associata all’ipotesi che i problemi energetici e di inquinamento nel mondo sarebbero finiti passando ai veicoli elettrici.
Ma è sempre più chiaro quanto questa tesi sia falsa e quanto il passaggio epocale prospettato non sia altro che un altrettanto epocale trasferimento di ricchezze, spesso però tra strutture implicitamente (e segretamente) connesse.

CONDIVIDI QUESTO ARTICOLO:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su print
Condividi su email

Altri articoli che potrebbero interessarti:

Stato di crisi

Fosse una sola, la crisi, già basterebbe. Ma qui alla pandemia si sovrappongono scomposte tendenze a guidarci verso un Mondo Nuovo che non piacerebbe nemmeno

Leggi Tutto »

2 risposte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SUI NOSTRI ARTICOLI!

Iscriviti GRATIS alla nostra newsletter, riceverai ogni settimana un aggiornamento con i nostri migliori articoli