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Sette in un sol colpo

Ci saranno solo sette Silver Spectre Shooting Brake, per altrettanti danarosissimi estimatori delle RR che non trovano soddisfazione nei modelli di serie.

C’è un cartone di Topolino dove il nostro si spaccia (inconsapevolmente) per un cacciatore di draghi mercè un suo discorso in cui dice di averne presi “sette in un sol colpo”. Si trattava di mosche, però.

Se mi passate il parallelo draghi/mosche – super lusso/station wagon ordinarie, realizzare sette Silver Spectre Shooting Brake da altrettante Rolls Royce Wraith (è prevista infatti una mini-serie di 7 esemplari dopo la prima vettura realizzata in marrone), non è cosa da nulla e il compito del designer Niels van Roij, in collaborazione realizzativa con l’esclusivo carrozziere belga Carat Duchatelet, è stato di quelli da impresa che troverebbe posto in una favola.
La difficoltà qui sta nel disegnare una linea orginale raffinata all’altezza di una clientela che definire esigente è del tutto riduttivo, gente che di una normale wagon non sa che farsene e che è disposta ad aggiungere al prezzo d’acquisto di una Wraith (da 322.000 a 377.000 euro) il costo (disponibile solo a richiesta) di un complesso lavoro di allungamento della carrozzeria coupé a due porte incernierate dietro.

Sinceramente non sono sicuro che il nostro cacciatore di draghi abbia centrato del tutto l’obiettivo. L’auto ha un tetto spiovente e un montante posteriore extra largo, un nuovo lunotto più inclinato e i finestrini laterali allungati che si estendono sulla coda fino ai montanti posteriori.
Ma la linea non è esclusiva come si addice a una RR e personalmente trovo abbia addirittura una inquietante somiglianza con la Chrysler 300 C station.

Comunque ogni Silver Spectre avrà un design unico con combinazioni cromatiche esclusive sia per gli interni che per gli esterni, con temi monocolore, bicolore e gessati. Nell’abitacolo le vetture saranno impreziosite da legni lucidi su plancia e pannelli porte, ricami artigianali sui poggiatesta dei sedili e rivestimenti in pelle e seta personalizzati.


Il bagagliaio non è definibile capiente, ristretto com’è dai fianchetti laterali, ma trattandosi di un’auto realizzata su misura sono sicuro ci stia quello che il proprietario intendeva farci entrare.

Ma se l’obiettivo era di stupire con un prodotto unico posso ritenerlo accomplished; inoltre non credo esistano al mondo vetture di questo tipo con le suicide doors.
Forse in certi ambienti farsi notare per il lusso sta tornando di moda, in contrapposizione all’infazione da supercar elettriche.

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