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Being a Hero

Parafrasando la trama del film “Being John Malkovich”, la Militem Hero gratifica con un interno e sensazioni di guida top mantenendo praticità e costi d’esercizio di una normale Jeep.

La formula scelta da Cavauto per le sue elaborazioni sui veicoli off road è semplice: partire da una base tecnica solida e sicura cui aggiungere qualità e ricercatezza.
Così è nato il marchio Militem, che caratterizza il tuning estetico e prestazionale su una intera gamma di veicoli; Jeep è tra i prescelti per questi upgrading e la Hero rappresenta l’entry level di una gamma che comprende anche elaborazioni su Wrangler e Dodge Ram.

Innanzitutto occorre collocare questi veicoli nel loro corretto ambito d’uso: sono un’alternativa personalizzata ai classici SUV cittadini e anche se possono essere utilizzati in fuoristrada non sono specificamente destinati a tale uso.
Cosa non facile da comprendere d’acchito, vista la notevole altezza da terra della Hero e le ruote dotate di pneumatici Cooper 255/50 R 20.

La Hero parte dalla trasformazione di una Jeep Renegade, della quale impiega gruppi motore e trasmissioni. La vettura è disponibile con la base della Limited, con motore a benzina 1.3 Turbo da 180 CV e 270 Nm, oppure della Trailhawk, oggetto del test, dotata del Multijet da 170 CV e 350 Nm, entrambi omologati Euro 6D e dotati di cambio automatico a 9 marce, azionabile anche manualmente.

L’aspetto è decisamente aggressivo ma con una grande cura delle proporzioni; si riconoscono le forme della Renegade, ma i passaruota allargati, la mascherina esclusiva e soprattutto i cerchi in lega da 20” “Black Edition“ dal disegno a stella con cinque raggi che richiama il logo Militem lo rendono decisamente personale.
L’assetto è più alto di 381 mm grazie al kit 1,5” Extreme Performance Shocks che rialza il pianale senza però stravolgere gli angoli caratteristici delle sospensioni.

L’interno fa la maggiore differenza, l’ampio uso di materiali pregiati e la cura artigianale caratterizzano ogni particolare, dalle cuciture ai ricami
tono su tono o a contrasto, con ampia possibilità di scelta. Nessuna plastica a vista: anche la plancia è completamente rivestita in pelle, mentre sono diverse le opzioni per i materiali impiegati nella selleria, che includono Alcantara e pelle Nappa, come nella vettura in prova.
Aprendo le porte anteriori viene proiettato sul terreno adiacente il simbolo a stella Militem, gadget che rimarca la filosofia esclusiva del veicolo.

Il posto di guida è ben strutturato, con i comandi a portata di mano e lo schermo touch del sistema di infotainment Uconnect da 8,4” al centro della plancia. Il cruscotto ha due strumenti analogici con un display centrale multifunzione; la cura dei particolari si vede anche dalla maniglia di fronte al passeggero, rivestita in pelle a contrasto. Il volante di giusto diametro e decisamente personalizzato offre un’ottima presa e reca i comandi accessori dell’infotainment e del cruise control.

Salire in auto è un’azione che si compie in modo letterale: la Hero ha il pianale decisamente più rialzato delle comuni off road e una volta seduti a bordo ci si ritrova a guardare tutti dall’alto, blasonati Suv compresi.
Un tocco al bottone sulla destra del piantone e il turbodiesel si avvia. La corsa del pedale del gas è piuttosto lunga e contrastata e ciò aiuta a muoversi dolcemente anche se il suono del motore è chiaramente avvertibile. Curiosamente la Hero è meno rumorosa in velocità che al minimo o in città, anche perché il rumore di rotolamento dei grossi pneumatici è assai minore di quanto si possa presumere.
Con il potenziamento opzionale a 190 CV, se si affonda il gas la Hero scatta in avanti con veemenza, mostrando una grinta che consente facili sorpassi e andature sostenute. Il cambio è molto morbido nei passaggi di rapporto, ma a volte tende a far funzionare il motore a un regime inutilmente alto per un Diesel, dato che le cambiate avvengono a velocità prefissate; per esempio la 9a si inserisce solo sopra i 105 km/h.
I consumi restano però sempre ragionevoli, anche incedendo in una guida sportiva.

Come dicevo prima, la Hero non è destinata specificamente alla guida off road, pur mediando dalla Trailhawk le 5 impostazioni di guida specifiche del fuoristrada: con il commutatore rotante nella consolle centrale si possono selezionare infatti le tarature Auto (quella della guida normale) Snow, Sand, Mud, Rock, che grazie alle ridotte, al blocco del differenziale, alle modifiche delle sospensioni con la maggiore altezza da terra, consentono alla vettura anche prestazioni da heavy duty.
Non ho provato a verificarle a fondo, ma di certo la capacità di arrampicata è notevole, anche se ovviamente la maggiore altezza impone attenzione nei passaggi più critici. Ma è nella guida su strada che si apprezza l’ottimo lavoro fatto dal team Cavauto sulle sospensioni. In genere le fuoristrada oggetto di modifiche che ne rialzino la carreggiata hanno su asfalto un comportamento “oscillante” dovuto al rialzo del baricentro che cresce al salire della velocità e consiglia prudenza e andature tranquille.
La Hero corre invece su un binario a ogni andatura e si apprezza la notevole precisione dello sterzo, capace di infondere un senso di sicurezza che aiuta a guidare rilassati in ogni condizione di asfalto e traffico.

I freni sono ben modulabili e rallentano senza sforzo i 1.750 kg a vuoto della Hero, che con i suoi 4.230 mm di lunghezza non è neppure particolarmente impegnativa nelle manovre. Ovviamente occorre fare attenzione soprattutto ai passaruota che sono molto allargati e sporgono quasi più dei retrovisori.
Tanto ben di dio ha però un prezzo: la Militem Hero Trailhawk costa 56.600 euro nella versione da 170 CV e 58.370 in quella da 190 CV, con un’ampia lista di accessori che permette l’ulteriore personalizzazione di un prodotto già così decisamente esclusivo.

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