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In Olanda sconsigliano le plug-in

Abbiamo già avuto modo di saggiare la protervia dei Paesi Bassi in campo economico e sanitario; ora l’attacco è alle auto ibride.

Lease plan è una società olandese che produce un grosso fatturato mediante leasing e noleggio a lungo termine; ovviamente gran parte del business riguarda le flotte aziendali.
E proprio ai clienti di questo tipo la società si è rivolta, con un messaggio che invita i resposabili delle flotte a non scegliere auto ibride plug-in.

In realtà il post è stato pubblicato sul blog della società a luglio, ma era sfuggito ai più finché una rivista non lo ha ripreso nei giorni scorsi.
In soldoni il contenuto invita a fare scelte nette per le auto aziendali: o si opta per un’elettrica, oppure è meglio affidarsi alle soluzioni tradizionali.
Le motivazioni addotte non piaceranno certo ai costruttori, che negli ultimi mesi hanno notevolmente ampliato la disponibilità di plug-in nei loro listini e che impiegano questo tipo di auto per reggere il mercato nella transizione obtorto collo verso soluzioni più rispondenti ai sempre più rigidi criteri in tema di emissioni della UE.

Secondo Lease Plan, i consumi indicati, pur calcolati secondo la norma WLTP, non sono realistici ma assai inferiori a quelli reali. E cita il caso della Mitsubishi Outlander PHEV, che al dichiarato di 2 l/100 km contrappone un consumo effettivo di 7,21 l/100 km, il 260% in più.
La società poi tuona contro il concetto stesso di plug-in, a suo parere inefficace a contenere le emissioni a causa della ridotta autonomia elettrica, che nel caso si percorrano distanze anche soltanto medie rende troppo complessa la vita dell’automobilista, che dovrebbe fermarsi spesso per ricaricare, perdendo troppo tempo e mettendo a dura prova la pazienza.
Inoltre il peso delle batterie e la ricarica on board penalizzano il consumo quando ci si sposta con il motore a combustione.

Segue l’affondo finale: non comprate ibride plug-in, ma elettriche se volete essere rispettosi dell’ambiente. Oppure rivolgetevi alle ibride classiche, quelle che non si possono ricaricare, o ancora alle auto a benzina.
Nessun accenno alle Diesel, e sì che fino al 2016 il 50% della società era in mano a VW!

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