Screenshot_2020-10-23 (20) Tesla Owners Silicon Valley ( teslaownersSV) Twitter

Io guido ancora più da sola

La versione beta dell’Autopilot FSD di Tesla è in fase di test da parte di un selezionato cluster di automobilisti californiani. Ma potrebbero esserci problemi…

Ho già espresso la mia opinione etica su Tesla da tempo. Ritengo il successo del marchio un fenomeno figlio di un’era di social che suppliscono al mondo reale e che fanno assurgere macchine, mode e riti al rango di elementi chiave o quantomeno essenziali della vita quotidiana.
Ovviamente solo per una certa parte della popolazione, quella che se lo può permettere.
Ma mettendo da parte la discutibile e settaria evoluzione da film di fantascienza di una parte della società odierna, oggi vorrei commentare il debutto della versione beta del sistema di guida autonoma FSD (Full Self Driving) sulle vetture di Musk, quello che non richiede più alcuna assistenza da parte di un essere senziente.

Siamo a un passo dal livello 5, quello della completa autonomia, che per essere attuato richiede però l’implementazione dell’assistenza da terra basata sul 5G e quindi di là da venire.
Anyway, su uno dei più “dianetici” siti Usa dedicati al marchio, Tesla Owners Silicon Valley, è stato annunciato infatti il debutto del’opzione FSD riportando un tweet che mostra lo schermo dell’auto dopo il download dell’aggiornamento necessario a dotarsi della nuova release.
Ogni benefit ha un costo: nello specifico l’updgrading viene 2.000 $, che portano l’opzione Autopilot complessiva a 10.000 $ tondi.

Dai commenti si evince come l’entusiasmo religioso dei Tesla owners impedisca una lettura critica delle “istruzioni per l’uso” sullo schermo, che invitano e non essere “compiacenti” con il sistema e a prestare sempre la massima attenzione, perchè potrebbe accadere che l’Autopilot faccia “La cosa sbagliata nel momento peggiore”, mica poco come warning.

Sarà perché sono di un’altra epoca, ma continuo a non vedere il plus della guida autonoma. Fatto salvo che anche BMW e Mercedes ne hanno messo in pausa lo sviluppo e che quindi ci sia una sorta di condiviso scetticismo sulla sua effettiva utilità, mi sfugge anche la sua sostenibilità dal punto di vista economico.
Innanzitutto perché dovrei pagare una cifra notevole (10.000 $ sono il prezzo di una utilitaria) per far sì che la mia auto diventi il surrogato di un mezzo pubblico. Meglio usare quest’ultimo allora (covid a parte, ovvio).
Il sistema di supporto sul territorio avrà poi un costo, che conoscendo bene le dinamiche delle strutture di gestione verrà inevitabilmente scaricato sugli utenti, magari con un abbonamento.
Se proprio volette ammazzarla, l’automobile, fatelo subito ma almeno a costo zero.

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