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L’auto del futuro?

Un'azienda giapponese di fotocopiatrici ha progettato una mirabolante concept priva di vetri. La vedremo mai?

Un tempo il Giappone era la patria delle concept più strane e astruse che si potessero immaginare. Esercizi stilistici improbabili con soluzioni tecniche altrettanto incomprensibili che promettevano meraviglie di ogni genere e tipo. E l’effetto che generavano, spesso, era di sincero divertimento cui seguiva l’altrettanto inevitabile domanda: ma ne faranno mai una? E la risposta era invariabilmente sempre la stessa: no.

Poi nel tempo questa singolare abitudine giapponese (talvolta, per la verità, non solo giapponese) si è via via affievolita e ai nostri giorni di quelle “diavolerie” a quattro ruote non c’è più traccia. O quasi. Quasi perché in questi giorni, l’azienda giapponese Kyocera (che peraltro si occupa di fotocopiatrici e non di auto: quanto basta per insospettirci) ha diffuso le immagini della Moeye, una improponible concept che nelle forme si ispira alle auto degli anni Quaranta, comprese le ruote a raggi che fanno capolino da una carrozzeria che sembra uscita da un film della Walt Disney.

Anche se, tengono a precisare in azienda, lo stile non è fondamentale. Anzi la Moeye è un progetto ambizioso che intende mostrare al mondo le enormi potenzialità dell’elettronica di bordo.

Più nel dettaglio, si tratta di una due posti priva di specchietti retrovisori, di lunotto e di vetri laterali discendenti: insomma per dirla in modo più chiaro sembra una grande scatola di sardine. E nell’abitacolo si nasconde dunque la vera sorpresa rappresentata da un grande display a tutta larghezza.

I passeggeri interagiscono così con l’auto per mezzo di comandi touch o grazie all’assistente virtuale, chiamato poco elegantemente Mobisuke, proiettato sul parabrezza. Naturalmente sulle superfici interne della Moeye si possono riprodurre le immagini del mondo circostante, ottenendo così una sorta di effetto di trasparenza denominato “optical camuoflage technology”.

Per dare un senso di ulteriore ariosità nell’abitacolo sono presenti nel padiglione e nelle portiere, luci a Led che simulano la luminosità naturale a seconda delle condizioni esterne. Nella dotazione c’è anche un diffusore di fragranze e un impianto hi-fi con diffusori presenti anche nei poggiatesta.
Ovviamente la Kyocera non ha dato alcuna indicazione sulla possibile motorizzazione, aggiungendo solo che la vettura è dotata di un sistema di assistenza alla guida di quarto livello.

I comandi principali (tipo sterzo e pedaliera) sono assenti e per giungere a destinazione basta impostare, dicono, i dati sul computer di bordo.
E aspettare, aspettare e, credo, ancora aspettare magari facendo uso della proverbiale pazienza giapponese. Prima o poi qualcuno vi troverà e vi aiuterà ad uscire da quella divertente scatola di sardine.

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