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Mondo virtuale, auto reale?

Nel gruppo VW anche i designer lavorano sempre più con modelli virtuali disegnando le auto di domani. L'importante è non perdere mai di vista la realtà, quella vera

Ormai è un dato di fatto. La pandemia da coronavirus sta cambiando il nostro approccio nei confronti della vita. Sotto ogni punto di vista, compreso, naturalmente, anche quello lavorativo. Così apprendiamo dal sito MoDo della Volkwagen dedicato alla mobilità sostenibile, che anche all’interno del gruppo tedesco si utilizza sempre più lo smart working sotto forma di realtà virtuale. E tutto questo, dicono in VW, rende la progettazione di nuove auto più rispettose dell’ambiente

E fino a pochi mesi fa Marco Pavone (il responsabile del design degli esterni di VW, un talentuoso brasiliano di chiare origini italiane) era un vero giramondo: Cina, Spagna, America e così via.

 Marco Pavone, responsabile del design degli esterni Volkswagen

Perché le decisioni importanti, dice Pavone, andavano discusse intorno a un tavolo. Poi è arrivato il virus. All’inizio è stato un autentico shock per tutti. Poi lentamente la ripresa. Nel frattempo, i designer hanno iniziato a sostituire i viaggi con riunioni online, mentre si migliorava la tecnologia esistente. Insomma un cambio di rotta drastico: al mattino Pavone si reca al Wolfsburg Design Center. Con pochi colleghi che lo attendono nella grande sala dove spicca una parete a LED di 18 metri. Chi non è Wolfsburg è collegato online. In questo salone si presenta il modello virtuale di una possibile novità.

I dettagli, anche quelli più nascosti, sono perfettamente visibili. Permettendo tra l’altro, aggiunge Pavone, grandi risparmi sul versante dell’inquinamento con un netto calo della CO2, dal momento che nessuno usa più l’aereo.

E la tecnologia, dicevamo, nel frattempo avanza: così dilaga la diffusione di occhiali speciali, che progettisti, ingegneri e altri partner utilizzano per lavorare insieme nella realtà virtuale. Novità che hanno ridotto la necessità di realizzare modelli in argilla. Il vantaggio: decisioni più rapide e risparmi di milioni.

Ora i designer stanno per fare un ulteriore passo avanti: progettare per la prima volta una show car per un salone dell’auto del 2021 utilizzando mezzi esclusivamente virtuali. Senza passaggi intermedi con modelli in argilla, gli ingegneri costruiranno l’auto direttamente da progetti digitali.

Si è aperto un nuovo mondo fatto di riunioni virtuali, smart working e orari flessibili. Tanto che i progettisti vorrebbero utilizzare le possibilità digitali anche dopo la pandemia. Anche se, personalmente aggiungerei per fortuna, Pavone resta comunque convinto della necessità del confronto diretto nelle fasi salienti dello sviluppo di un progetto.

Le forme migliori nascono solo quando vediamo il modello all’esterno alla luce del sole, nel mondo reale. Anche perché è sulle strade reali che dovremo guidarle, non guardando un enorme schermo in 3D.

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