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Elettroalienazione

Una fuga in avanti frettolosa, quella verso l’elettrificazione, che minaccia di mostrare l’incapacità a misurarsi con un elementare principio di realtà.

Devo essermi perso qualcosa. Nel preteso (e ahimè fin troppo pistonato) passaggio epocale all’elettrificazione di massa, intendo. Già, perché sembra proprio che oggi il mondo vada a due velocità, non tanto in senso economico, quanto sociale. Una parabola che segue anche l’andamento dell’epidemia di covid 19, dove tra “toccati dal virus” e no cresce ogni giorno un muro fatto di incoscienza, indifferenza e stupido e infantile senso di onnipotenza.

Scenari da film sugli zombi o da situazioni post catastrofiche un tempo puramente fantasiosi diventano così se non probabili quantomeno possibili, anche a fronte della sostanziale incapacità dei sistemi di governo di far fronte alle emergenze, virali e ambientali.
In questo momento estremamente complesso per l’economia globale che, ricordo, non potrà mai più prosperare se non sarà vinta la battaglia contro l’epidemia, si inserisce quella che a volte pare la stolida marcia verso il sole elettrico dell’avvenire, intrisa di retorica come nei proclami dell’URSS.

Una marcia che prosegue incurante di un potere d’acquisto in calo brutale, di una gestione delle risorse settaria e privilegiata che non tiene conto delle legittime esigenze delle masse e di un sistema energetico in profonda crisi ecologica che non potrà per molti anni a venire sostenere una crescita delle connessioni davvero sostenibile.
Una sorta di si salvi chi può non dichiarato, quindi, dove l’idea di business ha accorciato enormemente i tempi di redemption per adattarsi all’attuale condizione viral/economica, ma che rischia di franare rovinosamente se si alza lo sguardo al di là del prossimo quinquennio.

Due velocità, dunque. Quella bassissima di chi deve tirare avanti con quello che ha (per ora) e si sforza di contenere costi e spese con i mezzi di cui dispone e quella a tutta birra di chi invece ti vuole convertire a un futuro gravato però, pur con gli incentivi, da prezzi d’acquisto fuori mercato e da condizioni d’uso non certo facili. A chi si rivolge questa seconda fazione? Ai ricchi, ai radical chic, a chi può scaricare i costi; ma per quanto, non preoccupandosi della gran parte del mercato nella prima fascia di cui sopra, costoro rimarranno tali?

Sylos Labini, nel testo di economia che studiai per l’esame, sosteneva che le multinazionali non possano sottrarsi al ruolo sociale che fatalmente finiscono occupare. Analogamente i costruttori non possono ignorare quanto la mobiltà sia un fenomeno ramificato e alla base dell’economia di sistema. E di fronte alle emergenze si ragiona per il meno peggio.
Meno peggio per la popolazione, meno peggio per l’ambiente.
Sarà meglio ricordarcelo tutti.

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