Battista High Speed & Dynamic Tests 1

Cavalli come caramelle

Le ipercar elettriche sparano ponies come fossero disponibili a iosa e forse è anche così. Ma la potenza si paga al prezzo dell’autonomia.

Ormai per accedere al rango di supercar occorrono almeno 1.000 cavalli. Ne è prova la Pininfarina Battista, reduce dai test a Nardò, che con la tecnologia Rimac spara ben 1.900 CV; la potenza di 1.001 CV della prima Bugatti Veyron, un tempo considerata quasi irraggiungibile, è quindi oggi il limite inferiore.
Certo i motori elettrici, grazie alla loro ineguagliabile efficienza, sono in grado di erogare potenze elevatissime con pesi molto ridotti, prova ne sia il nuovo motore elettrico Magnax di Alfa Romeo, da 200 kW e 250 Nm del peso di soli 16 kg.

Ma potenza vuol dire consumo e consumo chiama autonomia. I motori non hanno vincoli; per ciò che attiene il mondo automotive sono in grado di ragggiungere il limite di attrito a terra su un mezzo che adotti le ruote per la trazione. Ma le batterie no, quelle il limite ce l’hanno nella quantità di energia in accumulo e nell’intensità di corrente erogabile, la cui richiesta può superare di slancio i 1.000 A. Se pensate che in casa un elettrodomestico forte assorbitore come un’asciugatrice non arriva a 20 A…

La Battista tanto per fare un esempio concreto, adotta un pacco batterie da 120 kWh e dichiara un’autonomia di 450 km. Sì ma a quale velocità? O meglio, dopo quanti 0-100 da meno di 2 secondi?
Ricordo che con una Tesla Roadster a Monza si facevano a malapena 4 giri di pista, poco più di 23 km, prima di dare forfait e questo a fronte di un’autonomia dichiarata di 392 km.
Certo la tecnologia ha migliorato le caratteristiche degli accumulatori ma i miracoli sono ancora fuori portata e soprattutto la densità di potenza non arriva ancora oggi a 500 W/kg, con i quali, peraltro, per erogare stabilmente 1900 CV occorrerebbero quasi 2.800 kg di batterie.

Sappiamo tutti quanto conti la leggerezza su una sportiva, quindi è presumibile che il futuro della categoria sia a suon di spari 0-200 e 0-300 ma sempre nel circondario del fast charger (ammesso che funzioni), perché allontanandosi le cose potrebbero divenire spiacevoli.
Ma forse mi sfugge la logica di un mondo di super-ricchi, quelli che si fanno portare l’auto su una pista per girarci solo lì, per i quali l’autonomia è un fatto secondario. Lontanissimi dai nostalgici Milano-Ivalo con una Lamborghini.

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