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Auto che 2021 sarà?

ll 2020 si chiude con 500 mila consegne in meno e il 2021 si preannuncia altrettanto incerto. Gli incentivi al momento sono la sola grande speranza


Dello sciagurato 2020 dell’ se ne sta parlando in questi giorni e se ne parlerà per un bel po’ di tempo. I numeri non lasciano scampo: mezzo milione di consegne in meno rispetto all’anno precedente. Per capirci vuol dire tornare indietro di anni, dal 2012 al 2015, per trovare numeri così bassi. Un vero disastro.

L’ultimo mese dell’anno appena passato ha registrato 119.454 vendite con un calo del 14,95% rispetto al 2019: l’anno chiude a quota 1.381.496 consegne, il 27,93% in meno rispetto al 2019.

Il gruppo Fca ha immatricolato 331.120 auto nel nostro Paese nel 2020, il 26,76% in meno del 2019. La quota del Gruppo è del 23,97% contro il 23,58% (+0,38%). A dicembre FCA ha immatricolato 31.369 unità, con una crescita dell’1,11% rispetto allo stesso mese del 2019 e la sua percentuale è salita del 4,17%: dal 22,09% al 26,26%.

E il futuro immediato non riserva ovviamente grandi speranze. Tutti concordano sul fatto che il 2021 sarà un anno altrettanto difficile e incerto. Anche perché i segnali sono poco incoraggianti e forse il solo dato positivo è la crescita a 250 milioni di euro dei fondi per gli incentivi per le vetture ecologiche ad alimentazione tradizionale (fino a 135 g/km di emissioni CO2). Un piccolo passo avanti, pur se questo bonus scadrà il 30 giugno..

Quanto al fatturato, come conferma il centro studi Promotor, il calo è stato di 12,17 miliardi rispetto al 2019, mentre il gettito Iva è sceso di 9,97 miliardi. Urgono rimedi e soluzioni, altrimenti si rischia di andare a sbattere: magari è opportuno rifinanziare gli incentivi già varati per il 2021 per le auto con alimentazione tradizionale (ed emissioni comunque contenute), oltre naturalmente ad altre soluzioni.
E all’orizzonte stanno profilandosi nuovi aiuti dallo Stato. Michele Crisci, presidente Unrae, associazione costruttori esteri, ha confermato che anche Il Parlamento è al corrente della gravità della situazione e conferma che saranno necessari altri incentivi per incentivare le vendite e svecchiare il mercato. I benefici che ne deriverebbero andrebbero ovviamente anche, se non soprattutto, a vantaggio dell’occupazione, dell’inquinamento e dell’industria che più contribuisce al PIL del Paese. Insomma, Crisci è decisamente soddisfatto dei risultati che sta portando “a casa” in questi mesi. Se il Parlamento darà l’ok al rinnovo degli incentivi, per l’auto sarebbe una gran bella iniezione di fiducia. E di questi tempi ne abbiamo un gran bisogno. Tutti.

Foto Freepik

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