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A proposito di Brexit

In una intervista l’ente del commercio e dell’industria britannica avverte su alcuni possibili effetti negativi sulla crescita dei costi nonostante gli accordi commerciali tra UE e UK..


Recentemente Automotive News ha pubblicato un’intervista che avverte su pericoli che corre l’industria dell’auto britannica sui pericoli. Nonostante gli accordi commerciali della Brexit. In altre parole alcuni costi supplementari ci saranno comunque per le aziende, nonostante il settore preveda scambi con l’Unione europea senza dazi particolari.

Come molti sapranno il 24 dicembre scorso, Londra e Bruxelles hanno raggiunto un’intesa che garantisce scambi a tariffa zero per il settore auto, a patto che i veicoli contengano un livello minimo di parti provenienti dalle fabbriche al di di fuori dei confini nazionali.

L’intesa ha così evitato qualsiasi interruzione da gennaio 2021 o l’applicazione della tariffa del 10%.

Ma c’è naturalmente un però… In questi giorni l’ente dell’industria del commercio, la Society of Motor Manufacturers and Traders (SMMT), è preoccupata che l’inevitabile burocrazia aggiuntiva e la realizzazione dei vari modelli separatamente sia nell’UE che in Gran Bretagna, provocheranno costi aggiuntivi.

Tanto che l’amministratore di SMMT Mike Hawes ha appena affermato che i costi supplementari saranno anche a una cifra e non del 10%, ma molti costruttori avranno. Insomma non sarà un affare come ci stanno facendo credere in molti, Johnson in testa, e soprattutto non sarà gratis..

Ad esempio tutte le case automobilistiche avranno bisogno di documentazioni di nuovo tipo per dimostrare che i veicoli soddisfano le nuove percentuali di parti realizzate nel Regno Unito, percentuale del 55% per i modelli convenzionali, con un periodo di transizione di un anno.

E sempre per restare tra gli esempi il commercio tra UK e resto del mondo sarà ora soggetto a una gran quantità controlli particolarmente complessi – anche perché ogni giorno migliaia di TIR attraversano i confini per fornire all’Inghilterra le componenti provenienti dall’UE. E tutto questo comporterà dei costi appunto “burocratici” supplementari da non sottovalutare,

Più “semplice” la situazione iniziale delle elettriche che beneficeranno di agevolazioni importanti. Tanto che negli scorsi giorni i lavoratori britannici hanno chiesto espressamente A FCA e PSA di realizzare i i veicoli elettrificati In Gran Bretagna nella fabbrica della Vauxhall (Opel) con evidenti, dicono, vantaggi economici .
Staremo a vedere

Al punto che lo stesso Howes ha aggiunto che una delle più grandi sfide dei prossimi anni sarà realizzare in Gran Bretagna il maggior numero possibile di batterie nel Regno Unito per competere con l’Europa, e soprattutto con il resto dl mondo. Che poi vorrebbe dire: Cina. Sarà. A me ricorda tanto la celebre frase pubblicata negli anni ’30 sul Times: C’è nebbia sulla Manica, il Continente è isolato……

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