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Very british, indeed

Con l’uscita dalla UE la Gran Bretagna sembra tornare ai “cassoni” di un tempo. Ma forse questo è sempre stato il vero spirito brit

Il marchio non è dei più noti, ma ha un passato di costruzioni artigianali di lusso (almeno quanto a prezzo) a partire dal 1947, quando l’omonima industria aeronautica inglese grazie a un accordo con l’americana Frazer Nash riuscì in questo modo a reimpiegare le maestranze locali.
Fino agli anni ’60 le Bristol adottavano motori BMW a 6 cilindri, per passare poi ai propusori Chrsysler; in ogni caso le linee erano sempre molto “inglesi”.
Il gruppo americano ha ricapitalizzato a più riprese la Casa, l’ultima volta nel 2011, ma a marzo del 2020 è calato definitivamente il sipario, interrompendo la produzione dei 70 esemplari della speedster Bullett da 250.000 sterline con motore V8, che sinceramente per attirare compratori richiedeva a mio parere il passaggio da un carrozziere italiano.

Ora però sembra che il promotore immobiliare Jason Wharton, appassionato di Bristol (!?), voglia riprendere rapidamente la produzione tradizionale, iniziando con una divisione che venderà, restaurerà e supporterà le vetture di ogni età. La nuova azienda avrà sede vicino Filton, sede originaria della società alla periferia di Bristol, e i primi modelli sarebbero versioni riviste della Fighter e della 411, prima di dedicare le risorse a una Buccaneer completamente nuova.
Le auto saranno costruite a mano in lotti di otto e il rifacimento prevederà una nuova progettazione ad hoc, come per la sostituzione del vecchio assale posteriore rigido della 411 con una sospensione indipendente. Saranno adottati motori Chrysler Hemi V8 da 6,4 litri con cambio automatico a otto marce.

L’operazione commerciale si colloca nel mercato del lusso, visti i prezzi superiori alle 250.000 sterline di ogni unità, ma temo che i clienti debbano essere selezionati accuratamente tra coloro che mostrino un deciso gusto dell’orrido unito a una incontrollabile tendenza a sprecare (molto) denaro. Ma certamente con la Brexit le Bristol potrebbero ergersi a baluardo del più puro stile inglese.

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