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Rivedere i…. Conti

Anche per il colosso Continental è tempo di crisi e di grandi ristrutturazioni aziendali. In ogni ambito, o quasi, della sua vastissima attività

Sono tempi grami per tutti. I grandi gruppi automobilistici certo, ma anche per le imprese collegate all’automotive. Prendete ad esempio il colosso Continental che si trova a fronteggiare, come tutti, la crisi da pandemia ed è costretta ovviamente a tagliare decisamente sui costi. Così in considerazione dei numerosi licenziamenti e della difficile ristrutturazione della galassia che compone Continental, il comitato aziendale chiede ulteriori deroghe agli azionisti. La conseguenza diretta è che per il 2020 non dovrebbero esserci dividendi per gi azionisti A dichiararlo sono i massimi esponenti del gruppo tedesco tra cui il ceo Nikolai Setzer.

Al punto che è stato inviato dal responsabile del personale, Hasan Allak un videomessaggio e una lettera ai dipendenti e alla direzione. Il motivo? La nuova strategia di Continental appunto sotto la guida Nikolai Setzer e le prospettive per i prossimi mesi. Un programma di austerità che obbligherà i dipendenti a sottoporsi a maggiori sacrifici. Ma soprattutto, si dice nel video messaggio, dovrà essere una cura dimagrante che coinvolga tutte le società di Continental. Questo in estrema sintesi.

Perché il gruppo è coinvolto in un complicato riallineamento della componentistica dell’auto che sta cambiando sempre più a vantaggio più elettronica, sensori e software. I posti di lavoro tradizionali stanno scomparendo e non tutti i dipendenti possono essere trasferiti nel “nuovo” mondo, nonostante esistano programmi di formazione continua.
Qunto ai pneumatici il business è ancora complessivamente redditizio. Pur se anche in questo settore non vengono risparmiati tagli e cure dimagrnti.

Nel 2020 la crisi economica legata alla pandemia ha avuto un impatto negativo sulle vendite. Nel secondo e nel terzo trimestre, Continental ha registrato perdite di molti milioni di euro.

A questo punto nella sola Germania, circa 13.000 posti di lavoro stanno saltando; in tutto il mondo ci sarà un’emorragia di ben 30.000 posti entro il 2029.

Tagli dolorosi ma necessari, sottolinea Setzer, per restare competitivi nelle nuove sfide elettroniche e digitali. Che, inutile sottolineare, si inseriscono in quadro economico globale molto incerto.

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