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Falsa partenza

Il primo mese dell’anno inizia per l’auto con numeri che sarebbe meglio dimenticare in fretta. In Europa il calo è del 26%…

Un gennaio drammatico per l’auto in Europa. Le immatricolazioni sono precipitate al minimo storico, lo riferisce il giornale Automotive News, a causa dei vari blocchi adottati per limitare una seconda ondata di coronavirus e che inevitabilmente hanno colpito le vendite nei maggiori mercati del Continente.

Le consegne sono così crollate del 26% con 842.835 unità vendute nei mercati dell’UE, del Regno Unito e dell’Associazione europea di libero scambio (EFTA). Lo ha dichiarato in questi giorni l’associazione industriale ACEA (l’associazione europea dei costruttori d’auto).

I principali marchi tra cui Opel, VW, Audi e Hyundai hanno registrato cali più sensibili rispetto al mercato. Volvo, Porsche, l’unità sportiva alpina di Renault e Smart sono state le uniche marche a mostrare guadagni nelle vendite.

Le vendite di Volvo sono cresciute del 3,6%, grazie alla domanda sostenuta per la sua linea Recharge di auto ibride plug-in e il nuovo SUV elettrico XC40.

Il Gruppo Volkswagen, perde il 28% con il marchio VW in calo del 32%, Audi – del 31%, Seat -27%, Skoda – 21% e Porsche +1%.

Quanto al Gruppo Stellantis, nato dalla fusione del Gruppo PSA e Fiat Chrysler Automobiles, ha visto le sue immatricolazioni calare del 27%. Tra i marchi asiatici, il volume di Nissan è crollata del 40%, Hyundai del 32%, Toyota del 19% e Kia del 10%.

La nazione più penalizzata è la Spagna, il cui mercato è diminuito del 52%, mentre le vendite in Germania, Gran Bretagna e Italia sono diminuite rispettivamente del 31%, 40% e 14%. La Francia ha perso il 5,8%. La Svezia è stato l’unico paese dell’UE in cui le vendite sono contrassegnate dal segno blu con un aumento del 23%.

Insomma un inizio molto poco incoraggiante con concessionari chiusi e consumatori per così dire in tutt’altre faccende affacendati. A questo si aggiungano le interruzioni di produzione a causa della carenza mondiale di parti elettroniche.

I margini di guadagno di molti produttori vengono comunque salvati dalla ripresa dalla Cina, con Volkswagen e BMW che registrano guadagni migliori del previsto.

Cos’altro aggiungere? Ben poco se non che augurarsi che questo periodo terribile passi il più in fretta possibile. Magari senza tornare subito ai fatturati di un tempo, ma per dare una iniezione di fiducia a tutti. Ne abbiamo bisogno.

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