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Sprizzare dinamismo

Una turbodiesel da 210 CV dal comportamento dinamico ineccepibile. Precisa, reattiva e sicura meriterebbe ben altro destino….

La Giulia per quanto mi riguarda è sempre stata un modello difficile da capire. Mi spiego, all’epoca della presentazione di cinque anni fa, quando ebbi la fortuna di provarla fu un tripudio di sensazioni positive. Alla guida era semplicemente perfetta. E non parlo naturalmente della brutale Quadrifoglio. Mi riferisco alle versioni “normali”, quelle che costituiscono l’ossatura centrale della gamma.

Insomma la Giulia, per me ma non solo per me, era una berlina perfetta da guidare. Con una precisione chirurgica negli inserimenti in curva e un dinamismo assolutamente paragonabile, poniamo, a quello di una Bmw Serie 3. Eppure…..Eppure la Giulia non ha mai riscosso quel successo che avrebbe meritato. Lascio ad altri trovare le motivazioni: la vettura sta facendo una carriera decorosa, ma è sempre rimasta lontana dalle luci della ribalta.

Così da non molto tempo con il MY 2021 l’Alfa Romeo decide di ritoccare alcuni dettagli della vettura come ad esempio la consolle del cambio e introducendo qualche modifica ai motori. Per il resto la vettura in prova è una Veloce, allestimento presente già dal 2020 e che pone l’accento l’accento sulla linea molto dinamica esaltando nel contempo l’esperienza di guida.

Un allestimento più grintoso con diversi e più aggressivi paraurti con un maggiore ingresso di aria sull’anteriore, mentre il posteriore lascia spazio al grande estrattore che incornicia due generosi tubi di scarico. La bella tonalità blu mette in risalto il corpo muscoloso della Giulia con i riflessi che corrono sugli ampi passaruota che ospitano cerchi da 19 pollici. Al loro interno si scorge un impianto frenante maggiorato, dotato di pinze Brembo in tinta gialla a mordere dischi autoventilati da 330 mm. Gli upgrade non sono stati semplicemente estetici ma si traducono in una guida ancora più esaltante e sportiva.

Sensazioni che difficilmente si provano guidando una berlina lunga oltre 4 metri e mezzo. Col tempo infatti questo aspetto è stato sempre più “filtrato” da controlli elettronici di vari livelli che in alcuni casi fanno addirittura perdere la sensazione di guida sportiva. Alfa attraverso la Giulia rilancia questo trend di guida analogica e pura, trovando la sua espressione massima nell’allestimento Veloce.

Una configurazione stilistica legata a due sole motorizzazioni: il 2 litri da 280 cv a benzina e il 2.2 da 210 a gasolio, entrambe esclusivamente con trazione integrale permanente Q4, quindi un differenziale autobloccante per asse. Noi abbiamo testato la diesel, che è ancora abbastanza gettonata sul mercato italiano, anche per via dell’esenzione del superbollo. E nonostante un prezzo che sfiora i 60 mila euro.

Una volta dietro il volante il feeling è immediato, specialmente se si porta il selettore di guida sulla D (dynamic); si avverte immediatamente la risposta del motore è pronta e l’assetto si fa più rigido. Rimangono invariati invece il feeling al volante e la frenata, già molto decisi anche nella modalità neutra. La posizione di guida è bassa e distesa, tipica delle vetture più performanti. Giulia infatti ha introdotto col suo debutto sul mercato un nuovo concetto, il modello standard non d’essere diverso dal top di gamma nella qualità di guida. La Quadrifoglio è di fatto molto simile nella dinamica alla versione entry level della Giulia, si differenzia esclusivamente per il motore che ha decisamente un’altra potenza.

La Veloce offre uno step intermedio che valorizza decisamente la guida, senza però incappare in costi e manutenzioni eccessive tipiche delle auto dalle alte prestazioni. Il 2.2 l di nuova generazione fornisce buono spunto ai bassi regimi, regalando la spinta giusta necessaria nell’uscita di curva. Resta tuttavia una nota dolente, la casa non ha previsto un tasto per la disattivazione dei controlli di trazione e stabilità.

Risulta perciò spesso nella guida più sportiva una limitazione, con controlli fin troppo invasivi che tagliano l’erogazione del gas e talvolta intervenendo sulle pinze andando a bloccare la ruota che scivola. Una scelta dettata certamente a favore della sicurezza ma che limita molto e che forse non ci si aspetta da una Giulia in tenuta sportiva come la Veloce.

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