Volvo C40 Recharge

Volvo goes electric

Dopo ripetuti annunci su quanto siano importanti i veicoli elettrici per il suo futuro, Volvo rinuncia ufficialmente ai motori tradizionali per il 2030.

Sotto l’egida della proprietaria Geely, Volvo, che era in prima linea per avanzate soluzioni di propulsione a combustione alcuni anni fa, si è impegnata ad abbracciare completamente l’elettrificazione.
Così ieri il marchio sino-svedese ha presentato il suo secondo modello totalmente elettrico, contemporaneamente all’annuncio dell’impegno ufficiale a diventare completamente elettrico nei prossimi 9 anni. Ah, dimenticavo. Ha annunciato anche di voler effettuare le future vendite soltanto online, stile Tesla.

Quest’ultimo aspetto impiega la stessa strategia utilizzata da Lynk & Co, un’altra sussidiaria di Geely. Sebbene sia ancora raro, il modello di vendita diretta al consumatore dovrebbe semplificare il processo di acquisto, eliminare la necessità (o la capacità) di contrattare sui prezzi e fornire alla casa automobilistica maggiore flessibilità di produzione.
Ma le vendite online daranno anche maggiori opportunità di fornire servizi di mobilità in abbonamento, evoluzione in cui Volvo mostra di credere.

Ma parliamo della C40 Recharge EV, fondamentalmente una XC40 alimentata a batteria con meno spazio per la testa per i passeggeri posteriori, un tetto panoramico arretrato e piccoli ritocchi per distinguersi (carrozzeria, LED, colori unici). Dovrebbe anche offrire interni totalmente privi di pelle e dare priorità alla connettività. La vettura ha un’autonomia massima di circa 418 km secondo il ciclo WLTP ed è meccanicamente identica alla XC40 Recharge. Entrambe utilizzano una batteria da 78 kWh e un motore elettrico su ciascun asse, con una potenza netta di 414 CV e una coppia di 659 Nm. La velocità massima è limitata a 180 km/h e lo 0-100 si copre in un po’ più di 4 s.

La C40 Recharge sarà prodotta nello stabilimento Volvo di Ghent, in Belgio, dal prossimo autunno. Secondo Håkan Samuelsson, ad Volvo, nel prossimo futuro non ci saranno clienti che vorranno davvero un’auto con un motore a benzina; di Diesel poi non se ne parla proprio.
Che dire, il virus dell’alienazione colpisce sempre di più le Case auto.

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