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La luce in fondo al tunnel?

E’ opinione diffusa tra i ceo dei più grandi gruppi automobilistici che le auto elettriche produrranno utili già a partire dal 2025. La sfida è aperta….

Stando ai resoconti degli ultimi mesi, i ceo dei più grandi gruppi automobilistici ci hanno spesso ricordato quanto sia costoso per l’industria il passaggio alla mobilità green, aggiungendo che i profitti stavano pericolosamente assottigliandosi. Lo apprendiamo da un articolo apparso su Automotive News.
Questo fino a oggi. Perché ora il vento starebbe per cambiare direzione e i margini negativi potrebbero presto non essere più così negativi.

Da Ford a Volkswagen arrivano infatti nelle ultime settimane dichiarazioni al rialzo sulla green mobility, prevedendo che le auto alimentate a batteria saranno redditizie quanto i modelli con motore a combustione già a partire dal 2025 circa.

Curioso, anche perché fino a poco tempo fa le case lamentavano senza mezze misure i costi enormi nello sviluppo di trasmissioni elettriche e nelle conversioni delle fabbriche. Vero è che in passato, dicono, molti hanno realizzato auto dal design tutt’altro che convincente e con prestazioni decisamente limitate sotto ogni punto di vista.

Ora però è diverso: i produttori realizzano modelli costruiti appositamente per essere elettrici e potendo beneficiare del calo dei prezzi delle batterie (calo peraltro ancora troppo risicato ndr), i rendimenti economici sono migliorati.

Tanto che Herbert Diess, ceo del gruppo VW sostiene che “Ci sono anche segnali che il business dei veicoli elettrici potrebbe essere presto profittevole almeno quanto il business delle auto convenzionali”

E in effetti VW rappresenta bene il cambiamento in corso. Nel 2015, dopo lo scandalo dieselgate il gruppo si lanciò sull’elettrico diventando in pochi anni il principale produttore di veicoli elettrici in Europa. Questo dopo aver sviluppato una piattaforma standardizzata per supportare dozzine di nuovi modelli elettrici.

Diess scommette che la condivisione della piattaforma e un maggiore controllo sulle batterie – VW prevede di poter disporre a breve di sei fabbriche di celle in Europa – contribuiranno a rafforzare la redditività. Il gruppo tra l’altro possiede una dozzina di marchi, tra cui Porsche e Audi – che le permetterebbero grandi operazioni di sinergia riducendo parecchio i costi. E’di fondamentale importanza peraltro che i costi delle batterie continuino a calare, perché ora sono comunque ancora troppo elevati.

Per Mary Barra, ceo di GM, i veicoli elettrici sono un’opportunità per espandere la quota di mercato della casa automobilistica negli Stati Uniti, anche perché la stessa Barra ha confermato che entro il 2035 GM eliminerà le vetture a benzina e diesel. I margini degli utili dei veicoli elettrici corrisponderanno a quelli delle auto a combustione interna entro la metà o poco dopo del decennio.

Quanto a Bmw sta progettando una piattaforma specifica per gli elettrici che sarà pronta nei prossimi anni entro la metà del decennio: ovviamente anche i dirigenti della casa di Monaco si dicono convinti che tra non molto anche le elettriche offriranno una discreta redditività.

Da sottolineare poi che anche le azioni Ford sono aumentate quest’anno poiché la casa ha annunciato l’intenzione di investire 29 miliardi di dollari in veicoli elettrici e a guida autonoma entro il 2025. I dirigenti europei della casa hanno sorpreso gli analisti di JPMorgan esprimendo fiducia nel raggiungere un obiettivo di margine operativo del 6% entro la fine del decennio solo con gli elettrici.

In ogni caso va ricordato che incentivi e contributi statali stanno dando una grossa mano ai concessionari. Inoltre, secondo un analista di Bankhaus Metzler:”I consumatori si stanno abituando agli alti prezzi dei veicoli zero emission e questo status di vetture premium e raffinate potrebbe durare a lungo”.

Sarà, io però non ne sono così convinto. E poi permettetemi di aggiungere che i bilanci si raddrizzano anche licenziando migliaia di operai. Come stanno facendo per l’appunto molti di questi costruttori.

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