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L’affaire Voltswagen

Un pesce d’aprile anticipato ha prodotto un piccolo terremoto che inaspettatamente (ma anche no) si è propagato al mondo finanziario.

Non c’è più religione. La consuetudine di pubblicare i pesci d’aprile nel primo giorno del mese, quello canonico, questa volta è stata bellamente bypassata e proprio dagli yankee, che storicamente l’hanno sempre rispettata.
Parlo della falsa notizia del cambio di nome del gruppo VW, che per sottolineare la propria volontà di divenire completamente elettrico avrebbe cambiato il nome da Volkswagen a Voltswagen.

La storia parte dalla VW of America, la divisione Oltreatlantico del marchio, che qualche giorno fa ha fatto sfuggire ad arte sul web parte di un comunicato in cui era citata l’intenzione di cambiare il nome dell’azienda.
Tutti i media del continente si sono scatenati alla ricerca di informazioni e quando hanno contattato i dirigenti del brand, invece di una smentita hanno ricevuto conferme. Complice la data della prima release, 29 marzo, e in virtù della formale conferma del giorno successivo con la pubblicazione del comunicato intero, tutti, televisioni comprese, hanno diffuso la notizia. Nel comunicato infatti veniva affermato che “Più che un cambio di nome, Voltswagen è una dichiarazione pubblica dei futuri investimenti dell’azienda nella mobilità elettrica”. E ancora ” I modelli elettrici avranno un badge esterno con il nome Voltswagen, mentre i veicoli tradizionali manterranno il badge VW standard”.

Quello che è nato probabilmente come un April Fool’s prank anticipato è però andato oltre, un po’ troppo forse. Sì, perché a seguito della conferma da parte del management VW americano, il titolo in borsa è salito del 10,3%. E pur se il mercato Usa è notoriamente spregiudicato in campo finanziario, l’autorità di controllo ha avviato un’inchiesta per stabilire se alla base di quella che è stata definita una mera iniziativa di marketing ci sia anche dell’aggiotaggio bello e buono.
La casa madre, accortasi dell’esondazione di quella che inizialmente era stata concepita come campagna promozionale per la ID.4, che avrebbe dovuto terminare con la pubblicazione in data odierna della formale smentita avendo però smosso abbondamente le acque attorno alla nuova vettura, ha rapidamente fatto dietrofront smentendo tutto l’affaire.

Certo è però che prima con il Power Day e oggi con Voltswagen, la Casa tedesca mostra di lavorare attivamente sia nel settore tecnologico con le nuove auto a batteria, sia in quello finanziario, vista la crescita di valore delle proprie azioni in borsa facendo leva sulla elevata sensibilità degli investitori agli argomenti verdi.
Vedremo perciò se la faccenda finità qui oppure se arriverà ad aprire un Voltsgate.

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