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Niente Giorgio, siam francesi

Vita breve per la piattaforma progettata all’Alfa Romeo nel 2013 con la gestione Fiat Chrysler e utilizzata dal 2016 per Giulia e Stelvio.

Ve la ricordate tutta la prosopopea del rilancio Alfa grazie alla piattaforma Giorgio, quella realizzata espressamente per vetture a trazione posteriore (o integrale) che stava alla base del nuovo sviluppo del marchio? Beh, come dicono gli yankee, forget it.
Finito, chiuso. L’ad del Biscione Jean-Pilippe Imparato ne ha sancito infatti l’obsolescenza, alla luce della gestione francese di Stellantis che impone l’uso delle piattaforme modulari realizzate in Francia; razionalizzazione e riduzione di costi, quindi, oltre a prevedere una struttura telaistica che possa facilmente implementare trazione ibrida ed elettrica.

Il fatto che da inizio anno sia utilizzata anche da Jeep per la Grand Cherokee e pure nel progetto della Maserati Grecale non ha molta importanza, così come il miliardo di euro investito per la realizzazione del progetto. Che la riorganizzazione dei brand di Stellantis parlasse francese d’altronde si era già capito.
Al posto di Giorgio ora verrà adottata la piattaforma SLTA, quella più grande, visto che la struttura è declinata in tre dimensioni; quella media sarà impiegata per le vetture di dimensioni minori e quella più piccola per le cittadine, ambito nel quale peraltro Alfa Romeo difficilmente sarà presente.

D’altronde il riordinamento dell’intera struttura è un compito complesso e le ristrettezze del mercato, per bocca dell’ad Tavares, impongono una riduzione delle strutture tecniche per ridurre parimenti i costi. Stellantis adotterà quindi solo quattro piattaforme autoportanti, la più grande delle quali sarà destinata a Dodge e Jeep e deriverà dalla Giorgio, ma senza la possibilità di strutturare con essa veicoli totalmente elettrici. Resteranno però ancora in produzione i telai per pickup e veicoli commerciali.
La dura realtà è quindi questa: tutte le Case automobilistiche si trovano in una fase critica e la loro possibilità di fare business in futuro dipende strettamente da quanto oggi saranno in grado di ottimizzare costi e investimenti.

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