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Un’altra elettrica va a fuoco

Un grave incidente ha coinvolto una Tesla: sembra viaggiasse in modalità automatica, ma non è del tutto chiaro.

Che un’auto abbia un incidente è senz’altro spiacevole ma fa parte del normale corso delle cose, capita. Se però il sinistro coinvolge un’auto elettrica e in particolare una Tesla l’attenzione si concentra sull’evento per almeno due motivi: primo perché occorre accertare che tipo di guida fosse in corso, “normale” oppure con l’Autopilot, secondo perché se, come in questo caso, si sviluppa un incendio, le cose si fanno assai più difficili che con un’auto tradizionale.

Il caso in questione è avvenuto sabato sera a Woodlands, Texas, ed è assurto agli onori della cronaca perché l’incidente è stato grave, avendo causato due morti, completamente carbonizzati nel tremendo incendio seguito all’urto, con fiamme alte una decina di metri. I pompieri si sono impegnati per ben quattro ore per spegnere il rogo, impiegando 23.000 galloni d’acqua, 87.064 litri, una quantità di liquido davvero enorme.

Ai pompieri sembrava di avere a che fare con una bomba incendiaria al fosforo invece che con un’auto, dato che le fiamme continuavano a riprendere forza non appena il getto d’acqua si allontanava.
La National Highway Traffic Safety Administration ha inviato una squadra per indagare, dato che le autorità locali dicono che nessuno era al volante; i corpi sono stati ritrovati infatti sul sedile del passeggero e su quello posteriore.

E’ sempre più chiaro che il problema degli incendi d’auto, considerato ormai minimale con le auto tradizionali, va incontro a una vampata di ritorno con le auto elettriche, che seppur definite sicure ed ecologiche, una volta abbiano preso fuoco diventano causa di gravi danni data l’intensità di fiamma del tutto sconosciuta ai roghi con idrocarburi.
E il fatto che tali eventi possano originare anche da un semplice urto a bassa velocità come in questo caso (l’auto usciva da una via destinata al parcheggio e ha colpito un albero appena entrata sulla carreggiata) oppure durante il processo di ricarica, fa suonare campanelli di allarme sulla sicurezza attiva e passiva non solo delle Tesla, ma di ogni auto che abbia quei 3-400 kg di esplosivo chiamato batterie nel pianale.

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