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Proiettare lo specchietto

E’ sostanzialmente questo l’argomento di un brevetto BMW, che intende superare in chiave high tech il vecchio retrovisore esterno.

L’evoluzione tecnologica dell’automobile ha determinato grandi cambiamenti un po’ in tutte le componenti che la costituiscono, ma sono ancora due quelle che sfuggono a ogni modifica perché nessun sistema innovativo ha permesso di raggiungere la loro storica efficienza: il tergicristallo e gli specchietti.
Sui primi non c’è ancora nulla di concreto all’orizzonte, basti pensare che li utilizzano anche gli aerei. Sul tema dei retrovisori, invece, un po’ sulla spinta del miglioramento aerodinamico, un po’ per offrire un maggiore appeal high tech ai nuovi prodotti, si cominciano a vedere soluzioni basate su telecamere e monitor.

Ho detto più volte che non ritengo queste novità efficaci; nel caso dello specchietto interno c’è infatti un problema di immediatezza di messa a fuoco che rende difficile il colpo d’occhio e quindi introduce implicitamente un potenziale pericolo. Nel caso dei retrovisori esterni i problemi diventano invece due: c’è sempre quello della messa a fuoco, cui si aggiunge quello legato a dove collocare lo schermo, visto che la plancia si trova più in basso rispetto alla testa del conducente.

Ma un brevetto recentemente presentato per l’approvazione dalla BMW affronta il tema in maniera innovativa. Combinando l’acquisizione dell’immagine mediante telecamera alla tecnologia di proiezione virtuale, quella che sta alla base degli head-up display, il sistema messo a punto dalla Casa bavarese proietta sul finestrino l’immagine dell’esterno, in pratica nella stessa posizione ove si colloca l’angolo di visuale in presenza di un nomale specchietto esterno.
Il progetto, condiviso per la prima volta sul forum BMW i4Talk, è un passo avanti nell’ambito specifico, ma introduce a sua volta altri problemi, innanzitutto legati all’impossibilità di abbassare completamente il cristallo, pena l’immediata mancanza di visuale. I dettagli del brevetto menzionano però tale problematica, suggerendo che il vetro semi-speculare potrebbe essere effettivamente spostato altrove e reso fisso. BMW vuole anche la possibilità di regolare la luminosità in modo che i conducenti possano vedere chiaramente durante le ore diurne senza essere accecati dopo il tramonto.

Ma è tutt’altro che una soluzione perfetta. Basandosi infatti su immagini riprese da una telecamera, resta il problema della focale fissa, diversa da quella adottata automaticamente dall’occhio per la visione anteriore. In più, manca la possibilità di variare il campo visivo spostando la testa, procedura che si compie instintivamente, per esempio, quando si fa retromarcia.
La presenza tra gli ADAS dell’avviso di punto cieco è d’aiuto, ma non è certo in grado di supplire, pur con tutta la tecnologia oggi spendibile, a un sistema semplice ed efficace come quello ottico diretto.
Quindi temo proprio che prima di dare l’addio agli specchietti dovremo attendere ancora.

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