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Emira, end of game

Questa vettura della Casa cino/brit chiude la sua produzione tradizionale: i prossimi modelli saranno solo elettrici, seguendo la politica di business della Geely

Non è tutta nuova. La Emira, ultima vettura con motore a combustione del marchio, impiega ancora infatti il “vecchio” V6 di 3,5 litri di origine Toyota, tradizionalmente rinforzato dai tecnici inglesi con l’applicazione di un compressore volumetrico che porta la sua potenza poco sopra i 400 CV, con coppia massima di 430 Nm. Per il momento questa sarà l’unica unità disponibile, visto che la fornitura del 4 cilindri di provenienza AMG da 360 cavalli che dovrebbe equipaggiare la seconda versione della vettura, quella d’ingresso, non sarà operativa prima del 2023. La sinergia tra marchi che Geely sta pianficando coinvolgendo i diversi consociati, tra cui appunto Mercedes-Benz con AMG e smart, nella realizzazione dei modelli di ciascun brand della holding, è infatti più rapida e operativa sui modelli elettrici, core business del marchio cinese.
La Emira è dotata di serie di un cambio manuale a 6 marce, ma esiste un’opzione di trasmissione automatica con lo stesso numero di rapporti. La trazione è posteriore e i cerchi sono forgiati da 20 pollici; L’efficienza della profilatura aerodinamica è stata curata con particolare attenzione e la Emira è l’unica auto della sua classe capace di generare carico aerodinamico significativo che garantisce tenuta a e aderenza pur con il peso contenuto, si dice, entro i 1.300 kg.

Nel design si nota l’influenza proveniente dall’elettrica Evija, , mentre l’interno prevede rivestimenti in pelle, sedili a regolazione elettrica, infotaiment e ADAS allo stato dell’arte, mutuando così un abitacolo moderno e confortevole con la spiccata attitudine pistaiola della vettura, che può essere fornita a richiesta anche di equipaggiamenti racing e pneumatici semi-slick.

La Emira sarà sul mercato dal 2022 a un prezzo attorno ai 100.000 euro, con sei colori disponibili e il video di lancio, tanto per ricordare di chi è la Lotus, ha chiari riferimenti all’appeal cinese…

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