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L’usato lo compro online

In crescita l’approccio al mercato delle auto di seconda mano mediante l’e-commerce, grazie alla maggiore confidenza della clientela verso un media che amplia le possibilità di scambio. I dati dell’Osservatorio brumbrum.

Che il mondo dell’automobile stia cambiando è sotto gli occhi di tutti. Ma se chiedessi a caso in cosa consista il cambiamento sono certo che la maggioranza degli interessati mi risponderebbe citando l’elettrificazione.
Sta avvenendo però un altra modifica nel settore, meno evidente ma con implicazioni più contingenti e rapide, l’acquisto online.
Pratica applicata con successo da Tesla e tentata più volte negli ultimi 10 anni dai costruttori tradizionali tutto sommato meno brillantemente, oggi riprende forza dal mercato dell’usato. Secondo i riscontri dell’ Osservatorio brumbrum, il team interno che si occupa di di rilevazioni e indagini statistiche online dell’omonimo rivenditore diretto di auto usate, sempre più persone si rivolgono al mondo dell’e-commerce anche per comprare automobili.

E dall’indagine emerge anche un altro dato rilevante, la spesa media affrontata dagli italiani per l’acquisto di un’auto usata, 15.167 euro. Si tratta di una cifra non risibile, che testimonia di come l’auto rappresenti ancora oggi un argomento di spesa importante e quindi in posizione centrale nell’economia dei singoli e delle famiglie. Ma di importo nettamente inferiore a quello richiesto mediamente per l’acquisto di vetture elettriche, 25.736 euro. Ne consegue l’evidenza di come il mercato relativo alla parte più ampia della popolazione si muova a una “velocità economica” del tutto diversa da quella proposta dai costruttori con i loro nuovi prodotti, un fattore da tenere bene a mente che richiama ancora il concetto così incomprensibilmente dimenticato della distanza tra le politiche economiche e le necessità del Paese reale.

Ma c’è un altro dato che emerge dalla statistica, a pensarci bene del tutto prevedibile: se l’acquisto si orienta verso i Suv e crossover la spesa necessaria cresce nettamente rispetto a quella necessaria per una berlina o una station wagon. Segno che ormai non si può più parlare di un bisogno indotto dai costruttori (quello delle vetture “alte”, intendo), quanto invece di un netto maggiore gradimento del mercato verso modelli che nell’immaginario automobilistico offrono più vantaggi (sempre tutto da vedere, a parer mio).

Infine il dato sul tipo di trasmissione, che evidenzia un maggiore esborso medio di ben 12.357 euro per una vettura automatica rispetto a una con il cambio manuale. Si tratta di una maggiorazione prevedibile poiché le vetture di maggiori dimensioni e costo sono in genere tutte automatiche mentre utilitarie e citycar sono in gran parte ancora manuali. Ma dà anche la misura di una modifica trasversale nelle abitudini di guida degli italiani, che da popolo di amanti della doppietta vanno sempre più verso l’impiego dell’auto come un elettrodomestico.

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