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Quando gli yankee ci si mettono…

La Corvette Z06 è la prova che i tecnici Usa sanno fare anche supercar allo stato dell’arte. Questa Vette ha un motore da corsa e regge il confronto con le più titolate protagoniste del settore.

Mentre GM pensa all’elettrificazione, Chevrolet presenta la variante street legal della Corvette C8.R, il modello nato per le gare endurance. Si chiama Z06 e mostra grandi differenze rispetto alla versione “normale”, principalmente nella parte meccanica, con un nuovo V8 di 5,5 litri di cubatura che stavolta fa a meno del compressore volumetrico per tirare fuori i ponies alla vecchia maniera, ergo girando alto, nello specifico fino a 8.600 giri, con una potenza di 679 CV a 8.400 giri e una coppia massima di 624 Nm a 6.300.

Il motore in effetti è il vero motivo per acquistare la nuova Z06, tanto più che con la spinta all’elettrificazione è improbabile che la vedremo restare in listino oltre la fine del decennio in corso. Il propulsore ha doppi alberi a camme in testa, lubrificazione a carter secco e, soprattutto, l’albero piatto. A questo proposito, vi rammento che un V8 ad albero piatto suona in modo molto diverso da uno con albero a croce, a causa della diversa sincronia degli scoppi; il sound tende quindi più a somigliare a quello di un quattro in linea “rinforzato” e manca quella ritmicità baritonale dei classici eight pot made in Usa. Ecco spiegato perché gli ingegneri GM hanno impiegato due anni per ottenere quello che loro ritengono il suono perfetto.

Dato che l’obiettivo era di mantenere le ottime doti dell’auto da pista, nel nuovo modello ci sono valvole di aspirazione in titanio e di scarico al sodio, pistoni in alluminio forgiato, bielle dello stesso tipo e un collettore di aspirazione attivo con due corpi farfallati da 87 millimetri. Il blueprinting del motore e la corsa corta hanno reso l’unità capace di frullare alto; la trasmissione rigorosamente posteriore adotta poi un cambio a doppia frizione a 8 velocità, quello della Stingray, dotato però di un rapporto di trasmissione accorciato per consentire una migliore accelerazione.

Le prestazioni non sono ancora state dichiarate ufficialmente e quindi non è nota la velocità massima, ma indiscrezioni credibili danno uno 0-96 km/h (il classico 0-60 mph yankee) in 2,6 secondi, valore che testimonia dell’eccezionale grip garantito dal connubio telaio/pneumatici che, impiegando ammortizzatori a controllo magnetico e pneus Michelin Cup 2 R ZP nelle misure 275/30 ZR20 anteriori e 345/25 ZR21 posteriori, permette valori tipici di una 4WD.
Non manca lo studio aerodinamico, che si è concretizzato in un alettone posteriore in fibra di carbonio che, insieme all’effetto suolo della scocca, permette una downforce complessiva di 333 kg a 300 km/h con un’accelerazione laterale fino a 1,22 g.

I freni sono carboceramici ed è possibile implementare l’aerodinamica con un pacchetto carbonio che aggiunge uno splitter anteriore più grande, alette supplementari anteriori, profilatura del sottoscocca e un’ala posteriore più performante. La regolazione degli ammortizzatori è variabile dall’abitacolo con un serie di tarature che cambiano anche l’erogazione e la prontezza di sterzo e risposta all’acceleratore, consentendo così il comfort nei trasferimenti così come le massime prestazioni in pista, launch control incluso.

Modifiche anche al design e agli interni. Fasce anteriori e posteriori più larghe, prese d’aria laterali e parafanghi accentuati, che si traducono in un’auto più larga di 9 cm rispetto alla Stingray. Dentro le modifiche sono meno importanti, ma si può avere un un volante in fibra di carbonio con paddle nello stesso materiale e un pacchetto interni dedicato con pelle e carbonio.
La nuova Vette Z06 sarà sul mercato dalla prossima estate nelle versioni coupé e spider e sarà costruita a Bowling Green, Kentucky.
C’è da sperare che arrivi anche dalle nostre parti, a meno che la il comitato dell’Inquisizione UE non la ritenga un parto del demonio.

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