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Elettriche, auto da campagna ?

Nonostante sia presentato come il veicolo ideale per la città, dove le percorrenze sono minori, forse è nei tragitti extraurbani che l’auto elettrica dà i maggiori benefici, anche con le autonomie ridotte di oggi.

Ribadisco che l’introduzione forzata dei mezzi elettrici sia a mio parere stupida e inefficace, occorre tempo per cambiamenti così profondi. Agganciarla poi all’ambiente nel tentativo inane di colpevolizzare gli automobilisti con atteggiamento catto-comunista, visti gli inevitabili contraccolpi sociali ed economici cui andiamo incontro, corre il rischio di portarci nella classica situazione allegorica in cui l’operazione è riuscita ma il paziente è morto.
Introdurre cambiamenti di portata epocale implica quindi una impegnativa valutazione di pregi e difetti, il che implica a sua volta che alcune posizioni iniziali di principio possano poi rivelarsi errate. A questo proposito e con intento provocatorio, vorrei quindi fare un piccolo counterpoint su una vulgata corrente ed esaminare i motivi per cui, contrariamente al pensiero comune, è proprio chi abita in campagna che oggi potrebbe trarre maggiori vantaggi dal passaggio a un’auto elettrica.

Il pieno costa meno
Innanzitutto, stante la situazione attuale (anche se occorre attendere che il rincaro delle tariffe dell’energia si stabilizzi), un “pieno” di corrente costa molto meno di uno di carburante. Ciò significa che le distanze più lunghe percorse dai conducenti nelle aree rurali equivalgono a maggiori risparmi in carburante rispetto ai loro omologhi cittadini. E se occorre una ricarica perché le distanze superano l’autonomia del veicolo è probabile che il tempo perso sia più accettabile per un agricoltore che per un agente di commercio.

Auto più grandi e più vecchie
Nelle comunità rurali, italiane come europee, si tende a possedere veicoli più grandi in proporzioni maggiori rispetto alle comunità urbane, mentre le auto si tengono mediamente più a lungo. Poiché i costi di manutenzione salgono proporzionalmente a stazza e invecchiamento della vettura e considerato che le elettriche praticamente non necessitano di tagliandi, dopo un certo numero di anni il vantaggio di possedere in campagna una grande auto a batteria è assai maggiore, tanto da compensare il costo d’acquisto decisamente più alto.

Wall box più diffuse
È d’altra parte un fatto che la maggior parte delle ricariche dei veicoli elettrici avviene nel box di casa o in garage così come è anche una semplice verità che chi abita in campagna generalmente vive in case unifamiliari, un grande vantaggio rispetto ai cittadini, che per ragioni di spazio e condivisione devono spesso rivolgersi a colonnine pubbliche.

Gli accumulatori sono affidabili
A dispetto delle previsioni, affidabilità e durata degli accumulatori al litio si sono rivelati assai maggiori del previsto. Le prime ibride Toyota sono arrivate ​​sul mercato nel 1997 e da allora l’elettronica e le batterie di questi veicoli hanno provato di essere affidabili e meno costose da possedere di quanto previsto.
In Nordamerica sono numerosi i casi di possessori di Tesla che hanno percorso grandissime distanze con la batteria originale; in Canada un utente ha percorso più di 1.000.000 di km con la sua Model S e Tesloop, un servizio navetta californiano, mantiene in esercizio una flotta di Tesla che ha accumulato oltre 480.000 km senza cali di efficienza pratica.


Questi sono solo alcuni dei vantaggi che un’auto elettrica potrebbe teoricamente avere per un utilizzatore di campagna rispetto a uno che vive in città. Certo il problema dell’elevato costo di acquisto pone un serio limite alla sua diffusione a parità di prestazioni con un prodotto tradizionale, ma in questo periodo pionieristico ci sono anche incentivi e vantaggi che con ogni probabilità svaniranno a transitorio concluso.
Se ora pensate che sia divenuto un fautore delle elettriche vi devo però disilludere: resto convinto che occorra molto più tempo per la transizione e a dirla tutta non sono nemmeno convinto che l’abolizione dei motori a combustione porterà concreti vantaggi su emissioni e clima. Ma esaminare i fatti in chiave “laterale” a volte è un esercizio utile.

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