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Kia Sportage, generazione 4.0

La più venduta delle Kia offre versatilità, spazio e molta tecnologia, cui si aggiunge la consueta attenzione allo stile; un modello con personalità distinta e moderna.

La pandemia stavolta mi fa un favore: la Kia Sportage me la portano a casa e posso provarla in solitaria, guidando senza mezze misure e scegliendo il percorso. Non sono un asociale, anzi, ma le auto si testano meglio se si è soli a bordo.
La guardo bene: il frontale è massiccio e spicca sulle altre auto con quella mascherina nera imponente. E’ lunga un filo più di 4 metri e mezzo, 4,515 per la precisione, ma d’impatto la diresti più piccola, forse perché le linee di cintura che salgono verso la coda danno un’impressione di compattezza. Anche in larghezza non è mica male, 1,865 m; di qui un aspetto che, grazie anche ai cerchi da 18″ di questa versione GT-Line (ci sono anche da 19″) fa solida auto prestazionale.

E in effetti i numeri ci sono: in questa versione 1.6 TGDi HEV AWD AT GT-line, lunga e complessa sigla che individua un motore a benzina a 4 cilindri turbo di 1.6 litri da 180 CV e 265 Nm più un motore elettrico sincrono da 60,1 CV e 264 Nm, la potenza complessiva è di 230 CV con 350 Nm, sufficienti per spingere con un certo brio anche una vettura che pesa tra 1.640 e 1.748 kg.
Kia non punta però tanto sulle prestazioni assolute (la Vmax è di 193 km/h e lo 0-100 si copre in 8,3 s), quanto sulla fluidità di erogazione e l’agilità in ogni condizione di marcia. La trazione è integrale a controllo elettronico e distribuisce istante per istante la coppia sui due assi; il cambio è automatico a 6 rapporti e prevede anche la funzione di veleggio per ridurre i consumi, suggerita dal sistema con l’accensione di un spia nel cruscotto che invita a sollevare il piede dall’acceleratore.

Apri la portiera e ti accoglie un abitacolo moderno e confortevole, con un bel volante multifunzione di foggia sportiva (anche riscaldabile) e un cruscotto completamente digitale, affiancato da uno schermo da 12,3″ per le altre funzioni. I comandi base sono sul volante o nella plancia, questi ultimi, touch, azionano sia il clima sia il sistema multimediale tramite uno shift a portata di mano; ogni comando è relativamente intuitivo e non occorre studiare il manuale per abituarsi alla Sportage. Nella consolle centrale spiccano, in sequenza, il tasto di accensione, la rotella per azionare il cambio automatico e quella più piccola per il selettore della modalità di guida, che su questa versione 4WD prevede oltre alle Eco e Sport per l’asfalto, anche le modalità neve, fango e sabbia per massimizzare la trazione in fuoristrada. La Sportage non è adatta ad affrontare percorsi troppo impegnativi, ma sugli sterrati anche con una certa pendenza se la cava bene.

Ampio spazio per oggetti piccoli e non, con il pratico vano sotto l’appoggiabraccio, uno spazio con due portabicchieri estraibili a scatto in consolle e un ulteriore vano anteriore con sportello scorrevole dotato di ricarica wireless.
I sedili sono avvolgenti e confortevoli, con una regolazione elettrica efficace; peccato che il sostegno lombare non sia regolabile in altezza. Si sta comodi anche dietro, con un divano dotato di bracciolo estraibile e bocchette centrali per il clima.

La prima cosa che apprezzi della nuova Sportage è la silenziosità. I movimenti da fermo e a bassa velocità avvengono con il solo motore elettrico ma l’auto scivola sulla strada con un minimo impatto sonoro anche quando si accende il motore a benzina.
La dote che emerge subito dopo è l’ottimo assetto complessivo, dovuto sia alla notevole rigidità della nuova piattaforma N3 (che ha consentito di collocare le batterie da 1,49 kWh sotto il divano posteriore), sia alle sospensioni a controllo elettronico, che filtrano efficacemente asperità e avvallamenti garantendo un contatto preciso con l’asfalto. Il sistema reagisce immediatamente alle variazioni di condizione stradale e consente sempre un ottimo comfort, mentre lo sterzo diretto invoglia alla guida sportiva, vista anche la prontezza di erogazione del sistema ibrido. Intendiamoci, il concetto di guida sportiva va tarato su una Suv non leggerissima, ma non emergono pendolamenti nè avvertibili spostamenti di carico anche disattivando il controllo di stabilità, segno che la distribuzione dei pesi è ben calibrata. Dicevo della prontezza. Più precisamente è dovuta proprio all’assistenza elettrica, perché il cambio si mostra invece un po’ lento nei passaggi di rapporto.

Il 4 cilindri è potente, ma ha il regime massimo a soli 5.500 giri ed eroga la coppia massima tra 1.500 e 4.500 giri; si comporta quindi un po’ come un Diesel. Se perciò si indugia nella guida sportiva che viene naturale adottare viste le buone doti dinamiche della Sportage, è preferibile cambiare manualmente tramite le levette al volante, per restare nell’intervallo di regime ottimale ma anche per ovviare alla suddetta leggera inerzia del cambio. I freni sono potenti e progressivi e nella prima fase di rallentamento sfruttano la ricarica dell’accumulatore. Questa versione HEV non può essere caricata dall’esterno e sul cruscotto si può visualizzare la quantità di energia recuperata, il cui livello sale abbastanza in fretta; nella guida non si rischia quindi di rimanere senza il boost elettrico.
La Sportage non è mai troppo assetata: in media sta sui 14,5 km/litro, anche se in percorsi a forte andatura si può scendere a circa 12 km/litro. In modalità Eco e facendo attenzione si ottengono comunque ottime economie d’uso anche in città.

Allo stato dell’arte la dotazione di ADAS: di serie frenata automatica, centraggio in corsia, rilevazione automatica dei limiti di velocità e controllo dell’attenzione del guidatore. Anche la dotazione di accessori è completa, con clima trizona, fari e tergi automatici e sensori di distanza; sulla GT-Line il cruise control ha la  guida semiautonoma di Livello 2 e i fari a matrice di led, mentre sedili e divano sono riscaldabili.
Molto piacevoli il tetto apribile in vetro con schermo parasole azionabile elettricamente e le telecamere perimetrali che vengono visualizzate sul cruscotto, utili anche nelle manovre. In più si può far muovere l’auto stando all’esterno tramite il telecomando, funzione utile nei parcheggi a schiera molto stretti. Di livello infine la qualità del suono emesso dal sistema audio Harman Kardon.

In definitiva un’auto moderna e piacevole ma anche abbastanza potente da non dover “subire” il traffico, che afferma una volta di più l’elevato livello di tecnologia raggiunto dai prodotti del marchio Kia e offre un’abitacolo ampio e confortevole senza eccedere nelle dimensioni esterne.

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