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GM non abbandona i V8

Da un lato lo sviluppo di soluzioni a batteria, dall’altro la messa a punto di un motore che renderà la Corvette la più potente aspirata di serie.

Se il gruppo pianifica l’abbandono più o meno generalizzato dei motori a combustione, quantomeno Chevrolet mostra invece di credere ancora in quelli ad alte prestazioni. Di qui la nuova unità, versione stradale di quella sviluppata per la GT3 da corsa, che abbandona la tradizionale struttura ad aste e bilancieri per raggiungere regimi di rotazione maggiori e dona alla Corvette Z06 il primato in termini di potenza specifica per un motore aspirato, 123,5 CV/litro.
Il V8, dal nome nome in codice LT6 ma definito dal marketing Gemini, ha una cilindrata di 5,5 litri e impiega un albero piatto con manovelle a 180°, mentre la distribuzione è affidata a due alberi a camme in testa.
La Corvette Z06 con il nuovo propulsore eroga 679 CV e 624 Nm, valori che rendono l’unità la più potente in assoluto nell’ambito dei motori ad aspirazione naturale, superiore anche al sinora imbattuto record Mercedes, raggiunto dalla SLS Black Series dotata del 6,3 litri aspirato da 630 CV. E al pari dei motori AMG, anche Gemini è costruito a mano al Performance Build Center di Bowling Green, Kentucky.

Un’unità da 5,5 litri è definibile compatta e piuttosto inusuale per gli standard Corvette. L’ultima volta che un motore di cubatura simile ha trovato alloggio sotto il cofano è stato infatti nel 1969 con il V8 L30 da 5,4 litri della C3, che erogava  304 CV. La derivazione da quello da corsa implica comunque una serie di modifiche. Entrambe le unità condividono base progettuale, blocco cilindri e testate in alluminio, oltre al gruppo valvole (in titanio all’aspirazione e al sodio allo scarico) e al sistema di alimentazione. Ma la Z06 è pensata anche per un utilizzo semi-quotidiano, pur se la red line a 8600 giri garantisce ottimi tempi in pista e soddisfazione nella guida. Quindi l’erogazione è più progressiva e una serie di caratteristiche la rende più facile nella manutenzione, come il sistema autoregistrante delle valvole che non richiede regolazioni. Curiosamente il V8 ha cinque alberi a camme, di cui quattro per azionare le valvole e un quinto corto per muovere la pompa del carburante.

Nell’intero progetto c’è anche un recondito omaggio alla Ferrari: tutto trae origine infatti dall’approfondito esame del motore di una 458 incidentata, acquistato in Polonia per 25.000 $ e spedito a Pontiac nel reparto progettazione.

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