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Cambio di strategia

Le restrizioni legate al covid, i colli di bottiglia delle catene di approvvigionamento, la carenza di componenti e ora nuovi ostacoli derivanti dall’invasione russa dell’Ucraina spingono Toyota a rivedere il suo piano produttivo.

Le associazioni di categoria ritengono che il 2022 sarà un altro anno caratterizzato da penuria di scorte e ricarichi selvaggi, le Case si preparano quindi ad affrontare tempi difficili. Come altri costruttori mass market, questi problemi pongono Toyota di fronte a scelte difficili, le stesse che hanno già portato GM a ridurre la produzione concentrandosi su veicoli con margini più elevati. Ieri l’ad Akio Toyoda ha dichiarato che occorre una completa riprogrammazione dei piani industriali. Considerato che Toyota ha già tagliato il target di produzione per l’anno fiscale da 9 a 8,5 milioni di veicoli, un altro taglio entro poche settimane sembra piuttosto probabile. Ma non è tutto. All’orizzonte ci sono anche riduzioni di personale. Dopo aver costretto i dipendenti a lavorare con orari ridotti negli ultimi due anni, molti marchi hanno iniziato a parlare di strutture più snelle. Alcuni hanno attribuito questo alla loro strategia di elettrificazione, ma al di là delle cause sembra che i licenziamenti stiano arrivando. 

Toyota è alle prese proprio con un problema di questo tipo ed è verosimile che si farà avanti per prospettare tagli di posti di lavoro. Akio Toyoda aveva già annunciato come un piano di produzione che ecceda la capacità del personale e delle attrezzature sia anormale, aggiungendo che la Casa era già al limite, tuttavia, era abbastanza ottimista sull’aumento dei target.
Ma sembra che quella strategia non abbia più risorse e occorra uno sforzo comune per superare una crisi che non si annuncia passeggera. I prossimi mesi espliciteranno cosa attendersi per il futuro.

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