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Ora tocca agli scooter

Dopo le auto, ora le due ruote: gli incendi degli accumulatori al litio aprono un caso in India, dove la crescente diffusione degli scooter elettrici pone problemi di sicurezza per gli utilizzatori.

Le dimensioni contano, ma anche le batterie di uno scooter sono in grado di provocare pericolosi incendi, con la ormai nota caratteristica della estrema difficoltà di spegnimento.
Il caso è scoppiato nella città di Pune e ha coinvolto India Ola Electric, produttore indiano di due ruote elettriche con sede a Bangalore.
I media hanno dato molto risalto all’evento, costringendo la società ad ammettere che con l’aumento della diffusione dei mezzi in futuro potrebbero esserci più incendi, ma che tali incidenti sono comunque molto rari.

L’incendio dello scooter elettrico di Ola ha scatenato un putiferio sui social media e un’indagine da parte del governo indiano. La società, sostenuta dal gruppo giapponese SoftBank, ha così richiamato più di 1.400 e-scooter e nominato esperti esterni per indagare sulla causa. Secondo Bhavish Aggarwal a capo dell’azienda,  la sicurezza antincendio nell’industria dei trasporti è una questione che trascende i soli veicoli a batteria, visto che i veicoli a benzina richiedono un controllo qualità più stringente rispetto a quelli elettrici; in effetti in India il problema riguarda maggiormente modelli tradizionali.

L’indagine governativa ha messo sotto osservazione il sistema di gestione della batteria, per ora scagionato, ma anche altri sinistri occorsi a prodotti delle start-up Okinawa e PureEV.
Ola importa le sue celle dalla coreana LG Energy Solution, ma sibillinamente ha affermato che tutte le aziende dovrebbero rifornirsi di componenti in modo responsabile e non da fornitori cinesi non qualificati, aprendo così un dibattito sulla riduzione dei costi di approvvigionamento, che passa anche da valutazioni frettolose sotto il profilo tecnico.

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